
VICCHIO – Anche in Mugello, e in particolare a Vicchio, arriva l’emergenza profughi che sta interessando l’Italia dopo gli sbarchi delle ultime ore. E due tende destinate ad ospitare un gruppo di migranti sono sorte domenica 27 Agosto nel campeggio attiguo alla piscina comunale. Mentre i migranti, in prevalenza afgani, siriani, e nordafricani (ma anche provenienti da Burkina Faso e Camerun), arriveranno intorno alle 17.00 di lunedì 28 Agosto.

Spiega il sindaco di Vicchio, Filippo Carlà Campa: “Dopo una lunga giornata trascorsa a trovare una soluzione, grazie a un attento lavoro della prefettura, in collaborazione con il Comune di Vicchio e l’associazione Pro Loco, a una parte dei primi migranti è stata trovata una sistemazione. Abbiamo deciso di montare due tende presso il campeggio per rispondere a un’urgente emergenza profughi”.
Commenta Carlà: “Comprendo che questa decisione possa suscitare domande e forse qualche preoccupazione, è una soluzione provvisoria che permetterà a 16 persone di trovare un pasto caldo (tramite il cas gesito dalla società Villa Viviana che ha due strutture, una a Pelago dal nome appunto Villa Viviana e una presso l’agriturismo Le Case a Vicchio) e un posto dove dormire”. E riflette: “Certo è che la situazione che per il Mugello e la provincia di Firenze è diventata assolutamente insostenibile. Tra l’altro i gestori dei cas non riescono a trovare nuovi spazi e non possono reclutare nuovi dipendenti poiché le condizioni contrattuali per la gestione delle strutture sono insufficienti. Il sistema CAS così strutturato presenta numerosi ostacoli che ad oggi non sono superabili se il governo non interverrà prontamente, cosa di cui dubito vista la propensione a creare una tensione sociale data da questi numerosi arrivi senza un vero controllo”.

E in merito alla particolare situazione di Vicchio rassicura. “Certo è che non diventerà una tendopoli, sono e sarò sempre contrario alla creazione di strutture provvisorie che non risolvono il problema ma mettono i migranti ancor di più in situazioni di disagio e poco dignitose. Manca a mio avviso un serio lavoro preventivo di concertazione, i comuni non possono sempre essere l ultima ruota del carro”.
Conclude prendendo in prestito le parole di David Sassoli: “La speranza siamo noi, quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri
confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Agosto 2023



