MUGELLO – Per approfondire il progetto di impianto eolico che si vorrebbe realizzare tra Corella e Villore abbiamo chiesto un’illustrazione a Italia Nostra -ed è una illustrazione critica, stante la nota contrarietà a questa opera dell’associazione ambientalista-. Ma si tratta di un approfondimento utile, dal quale, con eventuali altri contributi potrà formarsi un quadro il più possibile completo dei pro e dei contro di un progetto sicuramente rilevante, da molti punti di vista.
Nella prima parte dell’intervista (articolo qui) a Piera Ballabio, responsabile zonale di Italia Nostra, oltre a un quadro generale sul progetto si era iniziato a spiegare le modalità di accesso all’area, dove si vogliono alzare le mega-pale. Ed è un aspetto che merita vedere nel dettaglio, perché il Mugello sarà attraversato da trasporti eccezionali.
Da dove arriveranno, dove passeranno i materiali previsti dal progetto per giungere a San Bavello? Risponde Piera Ballabio:
R. La AGSM la chiama Strada di Avvicinamento all’impianto ed è il tratto stradale compreso fra il casello di Barberino e San Bavello . Per tutto questo tratto, lungo 40 km, risulta necessario effettuare interventi per adeguare la viabilità al transito dei mezzi eccezionali, ed in particolare al transito dei mezzi che trasportano le pale, lunghe 59-69 metri.
Sono necessari 21 interventi che eufemisticamente AGSM definisce di modesta entità. In realtà le opere previste sono tutt’altro che modeste e soprattutto intervengono su una viabilità (unica arteria che collega San Godenzo e la Val di Sieve al casello di Barberino) trafficata e con un manto stradale che per lunghi tratti è in cattivo stato di manutenzione. I lavori di allargamento delle curve saranno particolarmente impegnativi e per mesi e mesi recheranno non pochi problemi alla circolazione. Per tutti gli interventi si prevede, una volta terminato il transito, di ripristinare la situazione precedente proprio perché previsti solo ed esclusivamente per il passaggio dei mezzi eccezionali. Di conseguenza i problemi di circolazione continueranno per altri mesi.
Ovviamente, ironia della sorte, dopo aver aspettato per anni la realizzazione della rotonda di San Piero e l’ovonda di Borgo le vedremo entrambe significativamente alterate.
Gli interventi pi\ consistenti sono:
– sulla Strada Regionale 65, in particolare nel tratto limitrofo alla proprietà di Cafaggiolo, dove 3 curve a 90° dovranno essere allargate per consentire il passaggio dei mezzi eccezionali.
– nel comune di Scarperia e San Piero sull’incrocio che fiancheggia Borgo Nuovo sui cordoli e sull’isola spartitraffico rendendola carrabile e sulla rotonda di fronte all’hotel Ebe con allarghi e interventi sui cordoli
– attività di adeguamento sono previste lungo strade comunali nel paese di Borgo San Lorenzo, dove i mezzi percorreranno una doppia curva su altrettanti incroci. Tra gli interventi: verranno rese carrabili le isole spartitraffico e un incrocio a y (dalla descrizione sembra si tratti dell’ovonda)
– poco oltre Mattagnano sarà allargata una curva e rimosso un palo dell’illuminazione pubblica.
– dopo Vicchio, oltre la Ginestra (sul torrente Botena) allargamento della curva, rimozione della barriera di sicurezza e di palo tecnologico
– prima dell’incrocio per il Caldetino allargamento di tre curve che hanno necessità di pesanti interventi per creare un piano che si raccordi con la quota del piano stradale
– prima di giungere a Dicomano poco oltre Casanova verrà realizzata un’area di trasbordo di 6000 mq., necessaria per passare le pale dai mezzi “autostradali” ai mezzi dotati di “alzapala” e per riuscire a passare in mezzo a Dicomano e arrivare al crinale. Qui sarà necessario fare uno scavo del terreno al fine di portare la superficie alla stessa quota del piano stradale. L’area sarà cementata.
– da Dicomano a San Bavello sono previsti altri tre allargamenti della statale che hanno tutti necessità di essere portati a livello della quota del piano stradale
Per trasportare pale e tronchi saranno effettuati più di 70 viaggi con mezzi speciali dal casello di Barberino al crinale. Il passaggio di questi mezzi ci dicono durerà due mesi.Verranno inoltre trasportate le autogrù, così come verranno utilizzati camion per trasporto di materiali edili, escavatori, ruspe, perforatrice, bobine elettriche.
(2 – continua)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Marzo 2020







3 commenti
Sono dei pazzi, incoscienti, incivili,irresponsabili, delinquenti senza un briciolo di coscienza e dignità…….. Auguro loro di ritrovare al più presto l’onore di essere chiamato Uomo!
Non entro nel merito dell’intervento, immagino che abbia passato tutte le valutazioni di compatibilità e fattibilità previste dalla normava ambientale e di fattibilità urbanistica e tecnica. Ma voglio richiamare un importante problema di gestione del territorio. Mi sono occupato di urbanistica e di infrastrutture per più di trent’anni ed ho assistito al processo di trasformazione del territorio nell’area fiorentina dagli anni 70 al nuovo secolo. Un processo di edificazione e di occupazione del territorio sviluppatosi in assenza di una vera pianificazione ma piuttosto attraverso strumenti urbanistici che si sono di volta in volta piegati alle esigenze contingenti di una disordinata crescita, finalizzata alla rendita fondiaria ed alla speculazione edilizia. I nostri territori sono ormai intasati da manufatti sparsi disordinatamente sull’antico suolo agricolo. Il caos territoriale ha fatto lievitare i costi delle infrastrutture ormai relegate nel sottosuolo. Le nuove vie di comunicazione, di trasporto energetico o di distribuzione delle merci sono costrette ad assurdi e dispendiosi percorsi. Nel caso delle nostre pale eoliche, rappresentate con fotomontaggi poco verosimili e tendenti al catastrofismo, viene al pettine la cattiva gestione del territorio condotta nel passato. Per assurdo le pale viaggiano per centinaia di chilometri in autostrada a poi si ingolfano nell’ultimo miglio di viabilità locale. Problema che i forzati dei servizi pubblici o dell’automobile, che tutte le mattine devono recarsi al lavoro, conoscono bene.
Ho leto il suo commento e mi associo in pieno. Eì tragica l’incapacita di aggiornare la rete delle infrastrutture da noi, in particolare dove tanti comitati e comitatuccci, tra i quali va giustamente annoverata Italia Nostra, uno dei più retrivi, si dannano per fermare tutto. Nulla può progredire in questa Arcadia inesistente.