MUGELLO – L’impianto eolico che si ipotizza di realizzare tra Corella e Villore sta facendo discutere. E spesso l’esser favorevoli e contrari non è supportata da dati di fatto, ma da un approccio a priori.
Meglio sarebbe invece valutare con cognizione. E per questo va esaminato con attenzione il progetto, nei suoi diversi aspetti. Anche l’esame progettuale, di per sé, non è neutro, ma dal confronto tra impostazioni diverse possono emergere con più chiarezza la convenienza di realizzare un impianto del genere, o le problematicità che esso può portare.
Abbiamo posto così alcune domande di valutazione del progetto a Piera Ballabio, responsabile zonale di Italia Nostra, associazione che ha manifestato in modo netto la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto. Ecco la prima parte della nostra intervista:
“Nella convinzione che la soluzione alla de-carbonizzazione del nostro paese non possa essere affidata solo all’aumento della produzione dell’energia elettrica e in modo particolare all’eolico industriale, -premette Piera Ballabio, di Italia Nostra- credo sia importante esaminare il riflesso che il progetto dell’eolico ha sul nostro territorio che ha già conosciuto nel recente passato gravissimi danni ambientali dovuti alla realizzazione di grandi opere. Conoscere è fondamentale per decidere da che parte stare”.
Di che progetto si tratta e chi è il proponente? L’impianto eolico “Monte Giogo di Villore” sarà composto da otto aero-generatori, di cui sette ricadono nel territorio comunale di Vicchio e uno in quello di Dicomano. Le pale eoliche saranno installate tra il Giogo di Corella oltre il Monte Giogo di Villore verso il Passo della Colla sul crinale appenninico che ha un’altezza media di 1000 metri. Le 8 torri con le pale saranno connesse con 7,5 km di linee interrate per il collegamento alla cabina di impianto da realizzare e 21 km di linee interrate per raggiungere la Sottostazione di Contea. L’Aero-generatore ha una Altezza di 99 metri, il diametro rotore è di 138 metri. Le torri verranno ancorate a fondazioni con un diametro di circa 20 metri. profonde circa 3 metri e con l’uso di micro-pali che potrebbero interferire con le sorgenti presenti nell’Appennino. Per riuscire a montare le pale sarà inoltre necessario realizzare grandi piazzole e piste di stoccaggio. Cementeranno complessivamente circa 9 ettari del crinale e altri 10 ettari per la strada di accesso. L’investimento complessivo è stimato in € 35.000.000 L’impresa che propone il progetto è AGSM Verona SpA una società partecipata al 100% dal Comune di Verona. La società è stata oggetto nel corso del 2019 di uno scontro feroce sulle nomine – che spettano all’amministrazione comunale – sfociato in una indagine penale nei confronti dell’ex presidente di AGSM. E’ altresì in atto a Verona una pesante polemica politica sulle intenzioni del sindaco di centro destra di consegnare Agsm alla società lombarda A2A, molto più grande come dimensioni piuttosto che con la più piccola e veneta Aim Vicenza.
Come faranno a salire fino al crinale per installare le pale? AGSM aveva individuato quattro possibilità di accesso al crinale:
- Vicchio – Villore (Strada esistente) – Monte Giogo di Villore
- Vicchio – Villore – Villa Poggio di Corella – strada forestale – sentiero
- San Bavello – Corella – Villa Poggio di Corella – strada forestale – sentiero
- San Bavello – Corella – Snam
Viene scelta l’ultima perché non necessita di un by-pass di Villore e soprattutto approfitta della servitù già posta dalla SNAM sui terreni dove passa il metanodotto (AGSM così spende molto meno!!!). La stessa AGSM scrive che il tratto di viabilità dalla valvola SNAM al crinale comporta maggiori costi logistici di trasporto e la necessità, viste le forti pendenze, di cementare lunghi tratti.
A partire da San Bavello all’incrocio con la SS65 (la strada da Dicomano a San Godenzo) sino alla valvola SNAM ci sono la strada comunale per Corella e strade vicinali: qui verranno effettuati ben 24 interventi per consentire il passaggio dei mezzi. Interventi pesantissimi in una zona di grande fragilità soggetta a frane e distacchi resi più probabili dalle piogge intense dovute al cambiamento climatico. Sono previsti allargamenti di curve, con arretramenti dei versanti e interventi sulle scarpate.
Dalla valvola SNAM sino al sito verrà invece realizzata una nuova viabilità di 3 km., il primo tratto di 2 Km ha pendenze elevatissime che arrivano anche al 28%. In un ambiente oggi incontaminato la strada sarà cementata per garantire l’aderenze alle ruote dei mezzi eccezionali che trasporteranno torri e pale. Si prevede che addirittura i mezzi dovranno essere trainati e spinti.
(1 – segue)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 febbraio 2020



