MUGELLO – Esportare e diffondere le cose buone e belle è sempre positivo. E le Misericordie di Firenzuola e Bivigliano si sono fatte coinvolgere in un’iniziativa che mira proprio a spargere semi di bene, e a farli germogliare.
Le due confraternite hanno aderito al progetto ‘Hic Sum’ (che significa ‘Eccomi’) ideato, promosso e sostenuto dalla fondazione “Spazio Spadoni”.
“Il progetto – spiega Umberto Banchi, già provveditore di Borgo San Lorenzo – nasce perché Luigi Spadoni, industriale della Spencer, azienda leader che costruisce barelle e materiali per gli ospedali, da sempre impegnato nella Misericordia, una volta venduta l’azienda ed andato in pensione ha deciso di investire i proventi per le attività delle Misericordie fondando un’apposita fondazione, “Spazio Spadoni” appunto, che da settembre dello scorso anno ha messo in atto un’idea per rivitalizzare le Misericordie, soprattutto per gli aspetti missionari ed etici, e a favore del terzo mondo. Mi è stato chiesto così di occuparmi del progetto e di promuoverlo in Mugello”.
In cosa consiste? “Si tratta di mettere in contatto una Misericordia con una congregazione religiosa di suore missionarie. Una suora della congregazione fa esperienza all’interno della Misericordia per 3/6 mesi, secondo le necessità. Una volta terminato, tornerà nella propria missione, con il compito di costituire sul luogo una nuova Misericordia, con l’aiuto e il sostegno della Misericordia madre. Lì dovranno anche dar vita a un progetto, sotto forma d’impresa sociale, “Il Pane di Misericordia” producendo pane, o impiantando un pollaio o un allevamento, qualcosa che produca un reddito in grado di dar da mangiare agli affamati. Inoltre è indispensabile che rimanga un rapporto costante con la Misericordia d’origine che invierà una volta all’anno dei giovani a fare attività di missione e ospitare persone che vengano a fare formazione. Spazio Spadoni ha pensato di stimolare le Misericordie che aderiranno impegnandosi a coprire per cinque anni tutte le spese del progetto. Al momento in Mugello hanno aderito Firenzuola e Bivigliano”.
E a Firenzuola sono ben contenti di questa scelta. “Quando il governatore Corbatti mi ha fatto questa proposta – dice il parroco don Aldo Menichetti- io ho detto subito di sì perché mi è sembrata fin dal principio una cosa positiva. Sicuramente questa esperienza allarga i nostri orizzonti: siamo chiamati a guardare il mondo con un occhio nuovo, diverso, rispetto al nostro autoreferenzialismo. Così ci rendiamo conto che il mondo non è l’Europa, l’Italia, Firenze o Firenzuola, ma facciamo parte di un progetto che è sicuramente molto più grande. 72 furono i discepoli mandati in tutto il mondo e 72 dovrebbero essere le Misericordie aperte in tutto il mondo: ma per far questo occorre trovare 72 referenti che possono essere suore, preti, diaconi ma anche laici che si vogliono impegnare in questo progetto per poter aprire una Misericordia in 72 paesi del mondo. È un progetto molto ambizioso, ma comunque molto valido”.
Don Aldo spiega le modalità: “La suora missionaria viene ospitata per alcuni mesi nella nostra comunità: fa un corso di primo soccorso ma logicamente non si può pensare ad un corso come quelli che si svolgono alla Misericordia di solito, non si può pensare di fare un corso di primo o secondo livello perché nei paesi di missione, come in questo caso la Nigeria, non c’è tutta quella strumentazione che si può trovare da noi. E quindi occorre pensare soprattutto ad accudire il malato, nel modo con cui noi si faceva 50 anni fa. Inoltre le suore, ospiti a Firenzuola e a Bivigliano fanno anche vita di parrocchia allargando la loro visuale, facendo nuove esperienze, ed anche noi ci apriamo ad un mondo che, con molta probabilità, abbiamo dimenticato”.
“Così- conclude don Aldo- abbiamo deciso di fare quest’esperienza e di metterla sotto la protezione di Maria legandola al pellegrinaggio che il vicariato di Firenzuola fa già da tantissimi anni in agosto, quando ci si ritrova al cimitero dei tedeschi, sul passo della Futa, facendo un momento di preghiera per la pace e poi, per chi può a piedi, ci si incammina per arrivare a Boccadirio concludendo con la celebrazione, alle 11.00, dove mettiamo tutto sull’altare del Signore perché benedica tutti quelli che sono i nostri progetti e ci aiuti a portarli in fondo. Quest’anno abbiamo messo sull’altare questa bella e significativa iniziativa. Insieme a noi c’era la Misericordia di Bivigliano perché insieme abbiamo deciso di fare questo progetto e perché dobbiamo ricordare che l’unione fa la forza e, in questo modo ci sosteniamo a vicenda. Sicuramente è una bella sfida”.
Claudio Corbatti, governatore della confraternita di Misericordia di Firenzuola è d’accordo: “Sono stato affascinato da questo progetto e ci siamo messi a disposizione, per vedere di attuarlo. Lo so, non è un progetto semplice, e sono consapevole delle difficoltà, ma se non proviamo non riusciamo a far mai nulla. E’ una sfida che abbiamo accettato anche per vedere se la nostra comunità riscopre quei valori di missionarietà che abbiamo sempre avuto”.
Il lavoro è avviato: “Dovremo inserire la suora – dice Corbatti – nel contesto dei volontari, e abbiamo iniziato un percorso, con lezioni di italiano svolte da una volontaria laureata in lingue perché la comunicazione è fondamentale”.
La suora è già operativa: “Trasporta i ragazzi disabili all’Anfas, al centro minori, e i dializzati, con mezzi attrezzati, all’ospedale. Già le abbiamo fatto un corso di primo livello, certo la lingua all’inizio è un ostacolo, che però sarà superato. E’ bello pensare che questa donna sta imparando con lo scopo di costituire una Misericordia in Nigeria, e che noi le stiamo dando una mano”. E da cosa nasce cosa… Corbatti vorrebbe lanciare un altro seme, stavolta in Sudamerica dove una suora originaria di Firenzuola sta operando, in Bolivia: “Ne abbiamo già parlato con le superiori delle suore di Firenzuola, ed è un progetto che è piaciuto moltissimo”.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –29 agosto 2021






