FIRENZUOLA – A Firenzuola, dopo il Covid fino a poco tempo fa, c’è stata la preoccupazione circa le attività storiche che avevano deciso di chiudere. Un trend che ultimamente ha avuto una inversione. Nuovi esercizi commerciali hanno reso vita a quei fondi che avevano visto abbassare il bandone. Tra questi imprenditori c’è Fabio Menetti, firenzuolino di 57 anni. Da una decina di giorni infatti ha avviato un servizio di riparazione di scarpe in via Villani, corso principale del centro storico del capoluogo.
“È sempre stata la mia passione quella di aggiustare – racconta Fabio – ed ora ho voluto che questa diventasse un lavoro. Prima ero dipendente di una importante cooperativa in Mugello, Agriambiente. Ma per problemi di salute non potevo più continuare con loro”.
“Quindi – prosegue Fabio – sono andato ad imparare dal signor Roberto Lapucci di Borgo San Lorenzo, un eccellente artigiano che fa questo mestiere da quasi sessanta anni. All’inizio non voleva insegnarmi, ma poi è nata una bella amicizia, quindi alla fine non mi ha potuto più dire di no. Dopo mesi passati ad apprendere le tecniche, ho fatto il passo, ossia quello di aprire questo negozio e dare conseguentemente un nuovo servizio alla mia comunità”
I tuoi amici e gli altri concittadini di Firenzuola come hanno preso questa tua iniziativa? “Alcuni hanno espresso dei dubbi – ha raccontato Fabio – perché secondo loro oggi ‘le scarpe non si riaccomodano’, ma si buttano via. Molti altri tuttavia mi hanno incoraggiato. Mi hanno portato le prime paia da riparare, alcuni anche da fuori zona”. Ed aggiunge: “Ovviamente è bene comprare quando si vuole dei nuovi modelli e, voglio sottolinearlo, farlo qui in paese, in un nostro esercizio commerciale e non su qualche sito internet”.
“Tuttavia credo molto nella mia filosofia – spiega Fabio – che nasce da una citazione letta anni fa: ‘nell’era del consumismo, riparare è un atto di ribellione’. E’ un ritornare a quello che si faceva un tempo, a preservare le cose. Anche in una visione più ampia, quella di cercare di diminuire i rifiuti, nel rispetto della natura, per andare contro allo spreco continuo”.
“Perché bisogna ammetterlo – aggiunge Fabio – alcune case produttrici, non quelle di qualità ed artigiane, realizzano oggetti che non sono fatti per durare. Anzi, proprio il contrario, per essere ricambiati più spesso. In realtà le scarpe sono più importanti di quel che si pensa. Ci camminiamo, le indossiamo tutto il giorno. Ci devi stare comodo. La loro funzionalità deve essere preservata e mantenuta”.
Nella tua aspirazione futura ci sarà l’idea di fare produzioni tue? “Non lo so – ammette Fabio – intanto voglio dedicarmi ad acquisire esperienza ed a diventare sempre più abile nell’ambito della riparazione. Poi sicuramente vorrò approfondire sui materiali, per arrivare ad offrire anche un servizio di personalizzazione delle calzature. Al momento come logo ho scelto l’immagine di Charlie Chaplin con la gamba alzata che mostra la scarpa. Un gesto che ne suggerisce il valore. Poi sicuramente penserò a qualcosa più di mio che mi rappresenti”.
FabN
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Aprile 2025






