MUGELLO – Le istituzioni locali mugellane intervengono, con la voce di Federico Ignesti, assessore all’agricoltura in Unione dei Comuni, sulla vicenda della Mukki.
E Ignesti manda messaggi in varie direzioni, anche con proposte che faranno discutere, come quella di utilizzare il caseificio del Forteto per la trasformazione del latte mugellano. “Se si vuol fare un salto di qualità, in grado di dare maggiore sicurezza alle produzioni, il Mugello non può essere soltanto il conferitore del latte…”, sottolinea.
Ignesti si rivolge ai vari interlocutori. Anzitutto il Comune di Firenze, principale azionista pubblico della Centrale del Latte. “In questa partita -dice ‘chiamando’ Nardella- ci deve stare a pieno titolo, e avere una politica chiara. Il sindaco di Firenze è sindaco dell’intera Città Metroplitana: non si può abbandonare il territorio e una risorsa così importante e caratterizzante. Bisogna essere uniti e agire”. E lo invita in Mugello: “Il sindaco Nardella venne qui a Borgo San Lorenzo, alla stalla dell’Emilio Sereni, qualche anno fa, quando vi fu la fusione tra le Centrali del Latte di Firenze e di Torino. Lo invito a tornare qui, per incontrare amministratori e produttori e concordare una strategia comune”.
L’assessore e sindaco mugellano si rivolge anche alla Regione Toscana: “Deve trovare gli strumenti per sostenere la produzione locale, valorizzandola anche mediante processi industriali. Tenendo conto che continuare a togliere centesimi al prezzo del latte pesa molto sul già limitato reddito degli allevatori. Le stalle chiuse rappresenterebbero un fortissimo depauperamento per la nostra regione, la perdita di un fondamentale elemento produttivo nell’agroalimentare.
Ma Ignesti richiama anche gli allevatori: “Devono essere più uniti, e devono essere capaci di fare un ragionamento più ampio, un ragionamento che superi i singoli interessi. E ci devono coinvolgere di più, far fronte comune con le istituzioni, e non chiamarci soltanto quando ci sono difficoltà e cala il prezzo del latte. Avevamo suggerito, nella fase di trattativa, di chiedere il tavolo istituzionale, ma non lo hanno fatto con la necessaria decisione”.
Ignesti lancia anche un’ipotesi concreta: “Ha senso discutere periodicamente di 2 centesimi in più o in meno per il prezzo del latte? Sarebbe l’ora che si pensasse in Mugello a un progetto industriale di trasformazione del prodotto, che dia più ampie garanzie e remunerazione ai produttori”. L’assessore mugellano va ancor più nel dettaglio: “Dovrebbe essere la Centrale del Latte stessa a mettere il cappello su questo progetto, acquisendo e utilizzando una struttura che già esiste, il caseificio del Forteto. Un impianto costruito solo pochi anni fa, e che ha le potenzialità necessarie”.
L’assessore all’agricoltura dell’Unione dei Comuni del Mugello conclude: “E’ necessario aprire un confronto tra nuova proprietà, istituzioni, territorio e produzione che abbia per tema la valorizzazione del nostro latte: perché il latte del Mugello non può avere lo stesso valore di quello che viene da allevamenti intensivi del nord Italia: ha caratteristiche qualitative diverse, anche sotto l’aspetto del benessere animale: le nostre mucche bevono l’acqua imbottigliata dall’Acqua Panna, pascolano in un ambiente salubre, in larga parte biologico. E questo è un valore aggiunto importante, che non può essere riconosciuto solo con le premialità, ma considerato una base imprescindibile. E con una strategia complessiva di valorizzazione”.



6 commenti
Finalmente una bella notizia per dare un senso e valorizzare il latte del Mugello! Occorre però che gli allevatori siano più coesi, è l ‘ora che mettano da parte i propri interessi per un bene comune, i padri fondatori della Mukki si unirono e superarono le difficoltà perché erano uniti da un obbiettivo comune:dare uno sbocco al proprio latte. Avanti così non perdete altro tempo.
Ma Ignesti dove le ha viste le mucche al pascolo nel Mugello, per non dire l’acqua panna in bottiglia.Per sapere se un latte è buono basta guardare le analisi.Chi amministra ed ha la responsabilità di gestire la cosa pubblica dovrebbe essere più accorto nelle proprie affermazioni
Bravo Ignesti, anche se hanno acquistato solo il marchio “Mukki” se ne può inventare un’altro che abbia come marchio di un famoso pittore conosciuto in tutto il mondo es: Giotto
dove l’O sia rimarcato bene
mugell”O”.
Credo che l’idea di creare una Centrale del Latte del Mugello debba essere al centro della discussione, ottima l’ipotesi di sviluppare l’impianto già esistente del Forteto.
Mi sembra una buona proposta, da prendere in considerazione e portare avanti con determinazione e impegno.
Se ci fosse una produzione locale forse potrebbero essere implementate anche altre stalle dell’appennino. Se non erro la storia ci insegna che la produzione del latte veniva proprio da queste zone.