
SCARPERIA E SAN PIERO – Fosse solo una sagra, si dovrebbe dire che è la più grande e partecipata sagra del Mugello. Non è soltanto sagra però, la festa di Santa Maria a Fagna (articolo qui), ma si può dire che è un evento tra i più notevoli dell’estate mugellana. Per la durata, per la partecipazione, per il numero dei volontari coinvolti. Per le iniziative che la animano e, perché no, per la qualità della gastronomia offerta, con tortelli davvero mitici (articolo qui)
Ma quest’anno la comunità di Fagna, in particolare, ha voluto ricordare il proprio vecchio parroco, scomparso nel 2013, don Costante Bianchi, il quale per ben 43 anni è stato a Fagna, mentre in precedenza era parroco a Marcoiano, frazione montana del comune di Scarperia e San Piero.

E lo scoprimento della targa per l’intitolazione del piazzale davanti alla “sua” pieve”, con il sindaco Federico Ignesti e la benedizione dell’attuale parroco don Antonio Cigna, è stata un’emozione e anche un segno di gratitudine e di memoria. C’erano i suoi parenti, nipoti e pronipoti, e c’erano tanti parrocchiani che ancora non hanno dimenticato lo sguardo buono, la gentilezza e il sorriso di questo sacerdote mugellano, che in tonaca nera faceva la spola tra Fagna e Scarperia sulla sua bicicletta.
E nella stessa serata è stato presentato il nuovo libro di Remo Nencini, intitolato “Don Costante e Pierone un prete santo e un gigante buono”. “Ho voluto parlare ancora di Pierone Parigi – dice Nencini – al quale già avevo dedicato una pubblicazione, perché erano arrivate nuove testimonianze. Ma in questo libro il primo protagonista è lui, don Costante”.
Un ricordo parallelo, quello di Piero Parigi e di don Costante, anche quest’anno, visto il gran lavoro del gruppo agricolo di Fagna, intitolato proprio a Pierone, e che nel piazzale della chiesa ha rievocato la battitura, con straordinari mezzi e attrezzi d’epoca. Un gruppo che, ricorda Nencini, è stato protagonista, lo scorso dicembre, di un record mondiale, quello che ha visto sul paddock dell’autodromo del Mugello, ben 231 trattori che hanno disegnato il più grande albero di Natale mai realizzato.
Tornando a don Costante, Nencini lo vuol sottolineare: “Nel titolo del libro l’ho definito prete santo, e davvero non saprei scegliere un altro aggettivo”. Un uomo generosissimo, dal cuore grande e dal cuore puro: “Lui non dava, lui donava, e non teneva niente per sé. Quante volte ha ricevuto cose, o alimenti da una persona, o da una famiglia, e poco dopo li aveva già distribuiti a chi ne aveva bisogne”.
Nencini rievoca con ammirazione e affetto la sua figura: “Uomo di grande fede, capitava che durante la celebrazione della Messa andasse in estasi, e noi rimanevamo silenziosi, in attesa”. I suoi parrocchiani ricordano il suo altruismo e il suo grande cuore: “Gli hanno rubato quattro biciclette, e il suo unico commento era: ‘Se me l’hanno presa significa che ne avevano bisogno’. E lo stesso è accaduto per un paio di motorini. Non ha mai voluto sporgere denuncia. Magari poi c’era anche chi si approfittava della sua bontà, ma don Bianchi – conclude Nencini – metteva tutto in conto al suo Signore: ‘Sarà Lui a giudicare’”.
Foto Maurizio Fiorenzani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Agosto 2024


