BORGO SAN LORENZO – Nella mattina di lunedì 4 maggio, con l’Italia che lentamente si rimette in moto, la Confcommercio ha indetto una manifestazione per protestare contro il calendario della aperture fissato dal governo Conte.
Dalle 10.30 alle 13.00 negozi, bar, ristoranti hanno aperto i battenti, senza però fa entrare i clienti. Serrande aperte, quindi, porte spalancate e luci accese per poi postare sui social la foto del proprio esercizio con l’hashtag #riapriamoilcommercio. L’obiettivo di Confcommercio è attirare l’attenzione di pubblico e autorità sulla questione riaperture.
“Questa giornata non è una ripartenza – spiega Lorenzo Baronti, vicepresidente Confcommercio Mugello – ma un modo per farsi notare, e sentire, dal pubblico e dalle autorità. E per far capire che dobbiamo riaprire, ricominciare a far girare l’economia, rispettando ovviamente tutte le norme, ma dando un’iniezione di linfa al settore economico di noi piccoli e medi commercianti. Per quanto riguarda il nostro territorio l’amministrazione è stata abbastanza collaborativa, ma è a livelli più alti che non possiamo dire lo stesso. È vero che in Toscana siamo stati abbastanza fortunati per quanto riguarda il settore della ristorazione, ottenendo il ‘via libera’ all’asporto con qualche giorno di anticipo; ma tanto di più dev’essere fatto. Noi commercianti siamo consci del pericolo della Pandemia ma, nonostante questo, abbiamo bisogno di ricominciare a fare il nostro lavoro”.
“Stiamo aprendo – spiega il sindaco di Borgo San Lorenzo e assessore alle Attività produttive e Commercio in Unione dei Comuni Paolo Omoboni – un tavolo in Unione dei Comuni per ascoltare le richieste dei commercianti e poi girarle a livello nazionale, così da poter dare delle risposte sostenibili. Non ha senso, ad esempio, far pagare la Tari a chi è Stato e deve stare chiuso però è anche vero che i soldi vanno trovati e non possiamo ‘spalamarli’ su altre utenze. Per questo è necessario che, a livello nazionale, ci sia una risposta con versamenti a fondo perduto. Con Anci stiamo lavorando bene e ci sentiamo ascoltati”.
” Si tratta di una manifestazione simbolica – concludono da Confcommercio – non significa ‘riapriamo tutto’, sappiamo che non avrebbe senso, chiediamo solo che, visto quest’inizio di ripartenza, possano riaprire tutti in sicurezza. Per quanto riguarda il mondo della ristorazione le misure prese sono insufficienti: ci permettono di aprire a metà della capienza ma con gli stessi costi fissi. A livello nazionale chiediamo una regolamentazione ed aiuti per affitti e bollette, mentre al Comune, con il quale c’è molto dialogo e collaborazione, chiediamo di poter usufruire gratis degli spazi antistanti ai ristoranti e bar”.
Nonostante la collaborazione tra amministrazione locale e Confcommercio tra i negozianti c’è molto scontento: “Si tratta di una catena di eventi dove il Comune va dietro al Governo e quindi si sono comportati di conseguenza. Vediamo l’apertura da parte del sindaco ma bisogna vedere poi che risultati porterà”.
“Psicologicamente – spiega il presidente di Confcommercio Mugello Dario Cenci – siamo disturbati non tanto per il fatto di non aprire con tutte le altre categorie ma perché siamo inattivi da due mesi. Siamo perplessi perché abbiamo visto i negozi di articoli alimentari presi d’assalto. Se per loro valevano le norme di prevenzione in un periodo ancora più pericoloso di adesso, non vedo perché anche noi non abbiamo potuto aprire con le stesse normative. Per questo ci sembra che ci siano più pesi e più misure. Ci siamo confrontati e sentiamo che questa famosa ripresa, questo ‘rinascimento’ sia solo sulle spalle dei commercianti. Noi vogliamo esprimere dissenso verso il governo attraverso questa manifestazione facendo notare, magari, che tra noi ed un tabaccaio non c’è molta differenza perché anche noi saremo molto ligi e rispettosi delle regole. Per quanto riguarda l’amministrazione locale, in tutta onestà, non c’è stata una grande mobilitazione ma anche perché, a livello locale, sono stati coinvolti meno. Da adesso in avanti, sicuramente, cominceremo un piano strategico di intervento ai Comuni, non possiamo chiedere soldi perché se lo Stato non li dà, il Comune non può erogarli. Andremo a chiedere agevolazioni sui parcheggi, flessibilità sulla mobilità, chiederemo che i negozi siano più accessibili….da adesso in avanti partiranno una serie di azioni che spero che l’amministrazione prenda in considerazione”.
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Maggio 2020



