BORGO SAN LORENZO – Fede e sport a dialogo nella giornata di ieri, mercoledì 2 Settembre, al Centro Giovanile del Mugello. Ospite del Settembre Giovanile, Suor Noemi Scarpa. Ex giocatrice di Serie B di basket e ora Badessa nel Monastero delle Benedettine di Sant’Anna in Umbria, Suor Noemi ha condiviso con i presenti la propria testimonianza, di come possano incrociarsi fede e sport.
“Si possono conciliare molto bene nel senso che lo sport può essere una buona base anche di vita cristiana, nel senso che ha tutti gli stessi valori che possono poi essere applicati nella spiritualità. Ossia l’impegno del corpo, l’ascesi, l’esercizio, la costanza, la perseveranza, la ricerca di un obiettivo, la motivazione, quindi la competizione, anche l’agonismo, l’agonia, la lotta, la lotta spirituale. Potrebbero essere tutti degli elementi base per poter poi fare una vita spirituale o contemporaneamente. Per me è stato così”.
Suor Noemi ha giocato a basket fino ad arrivare alla soglia dell’A2, per poi fare una scelta di vita netta e importante. “Io ho portato in continuità fede e sport: cioè ciò che hai, ciò che sei, non si butta via. Si rinuncia ma non si butta via per orientarsi a un nuovo obiettivo che per me è stato il canestro più alto. Se prima il canestro era la serie A, indossare la maglia della nazionale, ho capito che sarebbe finito comunque. Mentre cercare Dio, la spiritualità, non finisce mai. Ecco che ho puntato ad un obiettivo più alto. Quindi tutto quello che avevo imparato, anche lo spirito di sacrificio, la rinuncia, l’esercizio, la fatica, lo stare insieme, fare comunità e fare squadra, mi ha insegnato a saper stare anche oggi in comunità. Dico sempre che oggi non sono tanto più una giocatrice, quanto un’allenatrice perché sono la badessa del monastero, però la mia esperienza mi ha dato tanto. E anche la Chiesa Cattolica ha capito, tanto che adesso scrive anche dei documenti, delle note pastorali su fede e sport, che può essere un mezzo di evangelizzazione, di socializzazione. Mentre si fa sport si può dare un messaggio. Lo stesso Paolo usa l’immagine dell’atleta più volte, per parlare appunto della ricerca di Dio; ma anche gli stessi padri, anche nella Bibbia troviamo l’olio con il quale vengono unti… Insomma c’è molto da dire tra la fede e lo sport. Possono stare benissimo insieme. L’importante è che l’obiettivo più alto, più grande sia sempre il Signore”.
E un posto che unisce lo sport con la fede è proprio il Centro Giovanile del Mugello con il Settembre Giovanile: una manifestazione che richiama da sessantasette edizioni tantissime persone che si avvicinano ad un luogo di fede come sono i Salesiani, trasformandolo anche in un punto di aggregazione: “Lo sport oggi è una sfida educativa, soprattutto con l’avvento dei social che c’è questo individualismo perentorio. Qui non ho visto molti telefonini e questo mi colpisce molto e mi conferma quello che dico: che la fede e lo sport possono andare benissimo insieme, perché fanno socialità, fanno stare insieme, fanno utilizzare il corpo, la mente e l’anima in tutto quello che si fa”.
E se sono tanti i bambini presenti, altrettanti sono i genitori che affollano il piazzale dei Salesiani. Persone diverse che si uniscono per seguire i propri figli e che diventano una comunità: “Stanno tutti insieme e poi magari una parola tira l’altra, magari chi ha più fede aiuta chi non ce l’ha, anche nello scambio mentre si mangia, mentre si sta a guardare una partita, due parole, magari uno viene qui solo per il figlio e poi si trova ad andare a messa, si trova a interrogarsi, si trova a chiedere una preghiera, si trova a raccontare una sofferenza, un dolore. A consegnarlo magari ad un sacerdote o ad un catechista o semplicemente ad un altro genitore. E così si comincia a fare chiesa, ad essere chiesa”.
A.P.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Settembre 2026



