MUGELLO – Interruzioni della circolazione dei treni, dovute al gran caldo, sulla linea “Faentina”. Disagi per i pendolari. E subito parte la dialettica dei comunicati. Fra il rammarico delle istituzioni e le giustificazioni del gestore della rete, RFI. Linea ferroviaria “Faentina”, croce e delizia di un territorio.
Vita da pendolari. Appesi al treno dei desideri. Però, senza tante pretese, solo quelle per un servizio dignitoso. Soprattutto, in caso di malfunzionamento, rispettoso verso chi, quei treni, li usa quotidianamente. Indubbiamente, la linea “Faentina” ha mostrato, negli anni, una grande fragilità. Peraltro multipla. Dell’infrastruttura, fra manutenzioni e interventi di adeguamento, specie nel tratto da Borgo San Lorenzo a Faenza, e lo sarà anche prossimamente per la sostituzione delle travature di un viadotto. Dell’armamento, per i ripetuti blocchi dei deviatoi o per il malfunzionamento del sistema di segnalamento. Del cosiddetto materiale rotabile, ancora in attesa di vederne completare il rinnovamento dei convogli dopo l’annuncio di qualche anno fa. Insomma, niente di nuovo.
A questo scenario ecco che, ormai in modo ineluttabile, devono essere sommati gli effetti, e le conseguenze, della meteorologia. Il freddo, per le nevicate e le ghiacciate, e il caldo, per le temperature sui binari. Così al “generale inverno” si aggiunge il “maresciallo estate”. Per il momento primavera e autunno ne restano fuori. Eppure detta così appare disarmante. Nell’era della tecnologia estrema, delle imparagonabili risorse oggi appannaggio di chi gestisce una linea ferroviaria, basta un evento meteorologico, o climatico, appena fuori l’ordinario per creare disservizi. Tutto ciò è anacronistico, inaccettabile.
Sicché, come riportato da alcuni utenti, in base alle informazioni raccolte sui marciapiedi delle stazioni o vissute direttamente lungo il tragitto, il caldo africano è stato la causa dell’interruzione della circolazione dei treni. Il che non vuol per forza avanzare la correlazione che ad alte temperature possa verificarsi la deformazione della rotaia. Tant’è che il comunicato di RFI non cita questa fattispecie, ma, in maniera generica, parla di una procedura “per permettere controlli dell’infrastruttura con personale specializzato di RFI, presente lungo linea per le visite straordinarie in seguito alle alte temperature registrate nelle ultime ore e anche su segnalazione di un macchinista di un treno regionale”. Tuttavia l’interruzione c’è stata, tutt’altro che breve.
Giustamente le istituzioni, intendo la politica, si sono attivate dietro istanza dei cittadini-utenti per chiedere spiegazioni. Lo prevede il ruolo, la coscienza di ogni amministratore pubblico. Ma è la comunicazione di RFI a suscitare non poche perplessità. Parliamone. Se il treno delle 16:40 da Firenze S.M.N. a Borgo San Lorenzo, partito con almeno dieci minuti di ritardo non è arrivato alla stazione di Fiesole-Caldine, tratta da circa 15 minuti di percorrenza, perché il comunicato RFI attesta la sospensione del servizio dalle 18:50? Del resto tutti i treni per il Mugello, sulla “Faentina”, dopo le 16:40, non sono partiti. Dunque qualcosa non torna.
Ed hanno ragione, da vendere, tutti i pendolari che nei loro commenti sui social media hanno rilevata un’inesistente assistenza: informativa e sostanziale, circa l’offerta di un trasporto sostitutivo. L’ho detto in apertura, vita da pendolari. Sapere poi che per la “Faentina” sono stati promessi decine di milioni per futuri investimenti, ebbene lascia sconcertati. Ma forse il problema è lì, sull’asserzione futuri investimenti. Ed ha i connotati di una equazione indefinita.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 02 agosto 2017



