BORGO SAN LORENZO – Sta già per volgere al termine la stagione delle feste di partito -domenica 29 si chiude quella di Rifondazione Comunista-. Ed è tempo di bilanci. Se un tempo c’erano tante feste dell’Unità -in ogni comune e anche in diverse frazioni-, (per non parlare delle varie feste dell’Avanti e dell’Amicizia) adesso in Mugello la festa di quello che è ancora il partito più consistente, si è ridotta a un solo appuntamento, di livello mugellano. E non senza difficoltà, come ha dimostrato anche questa edizione che ha visto problemi nel reperimento dei volontari e nella conseguente riduzione delle attività consuete. Mancava anche la tradizionale tombola, ed è stato un duro colpo per le casse, ma non erano stati richiesti i necessari permessi. Poca gente anche i dibattiti politici, e larghi vuoti anche tra gli amministratori pd mugellani, che si sono visti poco durante la festa.
Segno di disaffezione, probabilmente, ed anche conseguenza delle divisioni interne al partito, con la parte ora di minoranza che evidentemente ha tirato i remi in barca, dando poca mano.
Con Giacomo Bagni, segretario del PD borghigiano, facciamo dunque un bilancio della manifestazione.

Com’è andata quest’anno la Festa? Chi la frequenta abitualmente ha notato qualche vuoto in più: poca gente, pochissimi i partecipanti ai dibattiti. E’ così, e come la spieghi?
La partenza forse è stata un po’ sottotono anche perché moltissimi sono stati i problemi organizzativi legati alle novità introdotte dal decreto Gabrielli in termini di sicurezza e di gestione di eventi di questo tipo. Norme molto più stringenti e che mettono in seria difficoltà l’organizzazione di eventi con le caratteristiche della Festa. Abbiamo dovuto fare uno sforzo organizzativo enorme anche per sistemare e rendere agibili gli spazi, soprattutto per quel che riguarda l’impianto elettrico, aspetti forse trascurati da troppo tempo. Abbiamo dovuto investire in sicurezza e agibilità dell’area. Devo anche dire però che, superata questa prima fase, il proseguo della Festa registra tutto sommato un bilancio positivo. Abbiamo cercato di coinvolgere associazioni locali come la ginnastica artistica che ha proposto l’esibizione dei suoi giovani atleti, l’associazione Libera che ha allestito uno spazio nei fine settimana.
Devo poi ringraziare l’on.Giachetti che ancora una volta ha onorato il rapporto col territorio che lo eletto in Parlamento e devo anche registrare il successo di partecipazione in occasione dell’incontro con l’assessore Saccardi, attesa da tempo, venuta a parlarci del futuro dell’ospedale e dei servizi socio-sanitari sul territorio e infine la chiusura partecipata con l’on. Bonafè che ci ha parlato di Europa, un tema quanto mai attuale.
Anche i volontari si dice siano diminuiti. Frutto delle frizioni interne? Molti della vecchia guardia, che negli anni scorsi avevano organizzato l’evento, non si sono fatti neppur vedere. Ti preoccupa questa situazione?
L’organizzazione e la gestione di un evento come la Festa sono sicuramente passaggi impegnativi e un certo ricambio e anche disimpegno lo percepisco come fisiologico, considerando una dose di stanchezza in tanti vecchi volontari. Certo, immagino anche che gli equilibri interni diversi rispetto all’anno scorso forse hanno indotto anche la tentazione di un altro tipo di disimpegno quello del “vediamo come se la cavano loro”. Alla fine ce la siamo cavata con un bilancio tutto sommato da non disprezzare e un contributo e un impegno rappresentativo di tutte le anime del partito che in fondo poi c’è stato. Rimango dell’idea espressa sin dal primo giorno del mio mandato e cioè quella del partito aperto, partito di tutti e non di una parte sola, quindi spazio sempre disponibile alla discussione e alla partecipazione.
E dico grazie di cuore a tutti i volontari, vecchi e nuovi, tutti e ciascune per le proprie possibilità e competenze hanno comunque reso possibile la realizione dell festa, tutti hanno contribuito a “fare comunità”.
L’apporto dei circoli dei paesi vicini – la Festa dell’Unità è Festa dell’Unità Mugello- c’è stato davvero?
Diciamo che il lavoro più importante, com’è logico, è ricaduto sul Circolo di Borgo, ma c’è stata una buona partecipazione del circolo di Vicchio e dal punto di vista logistico-organizzativo, anche di Scaperia-San Piero. L’importanza anche degli ospiti e la rilevanza di certe serate politiche hanno senza dubbio dato il senso di una Festa di zona.
Ha ancora un senso una festa di partito così congegnata? Peraltro dedicata a un giornale che neppure c’è più.
Questa è una bella domanda. Io personalmente ritengo che questo sia un format superato e non solo per i costi e le difficoltà di tipo organizzativo ma proprio per una dimensione sempre uguale a se stessa che ha perso in parte slancio e significato di spazio aperto alla discussione politica. Può avere e dovrebbe recuperare un ruolo se, come il PD, tornerà ad essere un luogo dove camminare e discutere insieme in una dimensione di Unità che non è unanimismo, ma confronto e capacità di elaborazione di una proposta politica riformista credibile e condivisa. In un tempo completamente ripiegato sulla dimensione virtuale dei social, trovare una forma di confronto e di partecipazione “fisica” rimane una sfida utile alla politica. Il futuro della Festa comunque, al di là delle formule organizzative, va di pari passo col futuro del partito, un futuro ad oggi in parte sicuramente da riscrivere.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 luglio 2018





