VICCHIO – L’inizio della fine. Di un mondo di orrori, violenze e abusi, che nel Mugello, sono stati portati avanti per oltre trenta anni all’interno della realtà de Il Forteto. E’ stata avviata infatti la procedura di estinzione della Fondazione “per impossibilità a conseguire lo scopo, alla luce delle risultanze processuali”. Lo hanno reso noto il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati Stefano Mugnai e il Capogruppo forzista in Regione Toscana Maurizio Marchetti in un comunicato congiunto, in cui hanno spiegato che “la Conferenza dei servizi ha espresso parere positivo all’avvio della procedura di estinzione d’ufficio entro 50 giorni”. Il Governatore toscano Enrico Rossi ne ha dato notizia al commissario governativo della società agricola Jacopo Marzetti, che aveva avanzato l’istanza. Lodi a lui da Mugnai e Marchetti che ne riconoscono l’abilità: “Con la sua azione – hanno detto – riesce a portare a casa risultati. Mentre si attende l’insediamento della Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta, va avanti lo smantellamento di quel castello d’orrori che è stato per decenni il Forteto”.
Tutto il Movimento 5 Stelle esprime soddisfazione. Dal Mugello il portavoce Viviana Rossi dice: “L’estinzione della Fondazione è una straordinaria vittoria che apre le porte alla definitiva bonifica di quella struttura ‘a tre teste’ che ha caratterizzato ‘Il Forteto’, Fondazione, Associazione, Cooperativa. Nonostante un clima culturale, sociale, politico ancora inquinato da opacità e connivenze, il Commissario Marzetti è riuscito a conseguire un risultato ragguardevole a garanzia di un futuro pieno risarcimento alle numerose vittime, incluse quelle che, per sopraggiunta prescrizione, non sono potute rientrare come parte lesa nel recente processo. E vedono, dopo decenni di impunità, finalmente un po’ di luce e di speranza”.
Anche Confcooperative Toscana giudica “positivo” l’avvio della procedura per l’estinzione d’ufficio della Fondazione. “La necessità di un intervento risolutivo – dice il presidente Claudia Fiaschi – era stato da noi evidenziato da tempo nel dibattito appassionato precedente al provvedimento ministeriale, quale chiave per la vera discontinuità con il passato”.
E in questa cornice di “smantellamento” si aggiungono a catena altri fatti. Quattro degli imputati nel processo che avevano avuto le accuse cadute in prescrizione avrebbero presentato dimissioni volontarie dalla Cooperativa. Inoltre non è stato rinnovato il contratto d’affitto per gli immobili in cui alloggiavano i soci membri della comunità legata al “Profeta” Fiesoli.
F.N.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 marzo 2019






