
SCARPERIA E SAN PIERO – È una struttura veramente imponente la Fortezza di San Martino a San Piero a Sieve. Ma ne conoscevate la leggenda? Si dice che durante lo scavo delle fondamenta delle mura, in una notte di tempesta, alla luce di un tremendo fulmine, qualcuno vide precipitare dal cielo come un enorme drago che sprofondò nelle viscere della terra, proprio là dove si stava scavando. Si trattava forse del Basilisco, o Regolo, leggendario Re dei Serpenti che uccideva con lo sguardo? Da allora si narra di strani fenomeni, mai spiegati, che si susseguirono all’ombra del fortilizio.
Fra tutti il meno sgradevole, era il circolare fra i bottegai del paese di certe monete d’oro, dalla misteriosa provenienza. Cosa assai strana, visto il tenore di vita degli abitanti di allora. Il fatto che dette monete venissero, per così dire “spacciate” prevalentemente da giovani fanciulle e avvenenti spose e che, allo stesso tempo, fosse aumentato il numero delle nascite di splendidi bambini, rigorosamente maschi, insospettì gli uomini del posto e in particolare i giovanotti che avevano notato un certo via vai di queste donzelle per la via che conduce al forte, per poi rincasare, a tarda sera, visibilmente soddisfatte. Una sera, alcuni di loro decisero di svelare l’arcano e, presane di mira una, la seguirono, di nascosto, fino alla Fortezza. Giunta ai piedi dei bastioni, la ragazza sostò per tirare il fiato, ma subito si levò nell’aria un canto dolcissimo che le accarezzò le orecchie e l’anima: “Oh non temere bella fanciulla, io sono il Regolo, son fatto di nulla”, mentre tutto intorno l’aria si colorava di mille luci colorate. A questo punto i giovanotti, non si sa se per la paura o per la rabbia, saltarono allo scoperto, e allora quel turbine di luci meravigliose si colorò di rosso sangue e la musica dolcissima divenne un tuono dal fragore così forte da essere udito in tutta la valle.
I ragazzi impauriti a morte si ritrovarono a correre giù per il Poggio e schizzarono ognuno in casa propria senza nemmeno darsi la buona notte (che per loro buona non fu di certo).
Per un po’ di tempo in paese si farfugliò del gran tuono e di una ragazza scomparsa, di oscuri delitti ed insane passioni e di una misteriosa creatura che si nascondeva nella Fortezza.
Poi, col passare del tempo, le chiacchiere si attenuarono e di monete d’oro non se ne videro più, anche se c’è chi è pronto a giurare che qualcuna ce n’è ancora, segretamente passata in dote di madre in figlia. E c’è chi sostiene che sotto i bastioni della Fortezza, nascosto da qualche parte, ci sia ancora il Regolo pronto ad insidiare qualche sprovveduta fanciulla che di notte si avventuri da sola da quelle parti.
Foto: Paolo Menchetti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Ottobre 2021



