
Dopo “Terra di Passaggio”, il primo CD dove si può ascoltare la famosa canzone “I’Leprino”, in cui si parlava di passaggio, di movimento, della gioia di creare, di ingranaggi che, donando movimento, facevano sentire l’uomo come “Eolo che fa girare il vento”, ecco adesso “Aspettavo Proserpina”, un lavoro più riflessivo, che attende l’arrivo della primavera nel senso di una rifioritura di valori. Abbiamo fatto una chiacchierata con Francesco per parlare certamente del suo CD, ma soprattutto per comprendere meglio l’artista, le cui canzoni nascono “su fogli e penna a casa, la cui fonte principale di ispirazione è la natura, che poi crescono nello studio di Giacomo Tagliaferri”.
“Giacomo è la spalla, la certezza e l’apporto di serietà. Un disco senza la costanza non ce la fai a farlo”, dice Francesco. “Ma quando trovi l’amalgama giusta come abbiamo io e lui, ci sentiamo dall’inizio come se fossimo alla fine della realizzazione”.
Diversi e di livello gli altri altri professionisti, in gran parte mugellani, che hanno lavorato a questo prodotto musicale: “Pio Stefanini di Borgo San Lorenzo è il nostro produttore artistico e discografico che ha il merito di aver tirato i fili di tutte le canzoni, ha curato la registrazione, ma anche gli arrangiamenti musicali. Claudio ‘Guanto’ Santi, noto cantautore di Panicaglia, nel CD suona la fisarmonica e il mandolino. Alla Viola c’è Paolo Clementi, che fa il turnista anche con i POOH. Alla Tromba Paolo Bini, musicista vicchiese dei Funkoff. Al Contrabbasso il direttore didattico e insegnante di basso della Music Valley il borghigiano Lorenzo Consigli e alla Batteria Steve Luchi, storico batterista di J-Ax”. A cui si sono affiancate Giulia Bani di San Piero a Sieve e Silvia Bonciani di Borgo San Lorenzo per i Cori, e Egidio Rocchi di Grezzano per una Voce in vernacolo in “Bel Paese”. “ E come non citare anche il luchese Iacopo Iuzzo Landi per il contributo artistico, il grezzanese Francesco De Nicolò per le chitarre artigianali e il fotografo che ha fatto tutti gli scatti per la copertina del CD Franco Guardascione di Firenzuola”. Conclude Francesco: “Se ti appoggi a professionisti così, il risultato è già qualcosa di sicuro”.
Ed in effetti, per dovere di cronaca, la nostra chiacchierata è stata più volte interrotta con simpatia da diversi ragazzi che hanno voluto salutarlo per fare complimenti ai brani e, in particolare, al concerto fatto a Luco di Mugello qualche sera prima.

Ma oltre a questo, perché oggi Francesco Fuligni aspetta Proserpina? “Nella mitologia, dopo il rapimento da parte di Plutone, del quale diventa moglie, Proserpina può tornare nel mondo solo per sei mesi l’anno, in cui regala alla terra la primavera, la fioritura, l’estate e la vita. Ed io in questo disco l’aspettavo in tutte le canzoni, attendevo una primavera che sta tardando a tornare”.
“A me”, dice Francesco “piace pizzicare il ‘degenero’: ossia trovo utile rendere canzone quello che vedo e non mi piace. Purtroppo oggi le ideologie sono tutte finite, le lotte per la salvaguardia dei valori si spengono tutte, sacrificate su di un altare fatto di interessi. Quel che rimane è solo un carnevale. In ‘Vai con chi ti pare’ racconto la scena di un uomo abbandonato dalla moglie che preferisce seguire un personaggio ‘da galera’ per sentirsi bella alla movida, mettendo la priorità alla coccardina della festa al posto del valore della famiglia, del crescere un figlio. In ‘social network’ denuncio la mancanza dei contatti reali tra le persone, che oggi rimangono chiuse in casa davanti ad un computer, alienandosi dalla vita, dimenticandosi di nutrire anche il pesciolino, che muore. L’uomo vorrebbe uscire, ma senza i valori non ha la forza per coprirsi dal freddo invernale. E’ più facile rimanere nella propria stanza, davanti ad un monitor, da mattina a sera facendo scorrere le ore, il tempo”.
“Ma sono sicuro, e vorrei dare anche un messaggio di speranza in questo” conclude Francesco con un gran sorriso “che alla fine Proserpina arriva sempre”.
Il CD “Aspettavo Proserpina” è in vendita presso il Bar Jimmy di Luco di Mugello e il locale “Passaguai” di Borgo San Lorenzo
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2014




