MUGELLO – Niente di deciso ancora. La riunione dei segretari comunali del PD insieme ai sindaci si è conclusa con la decisione di parlarne tra qualche giorno. La scelta se confermare alla presidenza dell’Unione montana dei Comuni del Mugello il presidente uscente Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero o se sostituirlo con Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, che, attraverso il partito borghigiano nel quale di recente è entrato, ha manifestato questa aspirazione a presiedere l’ente sovracomunale mugellano, resta congelata.

Marco Recati, segretario di zona di Scarperia e San Piero cerca di tenere bassi i toni. “Un incontro con un buon clima -dice-: del resto si affrontavano tali questioni per la prima volta. Il PD ha sindaci capaci e competenti, che hanno fatto un buon lavoro in questi due anni e mezzo, e ciò si è riflettuto anche sul buon clima della serata, dove il confronto è stato sereno e tranquillo. Ci aggiorneremo alla prossima settimana, e certo va trovata una soluzione in tempi ragionevoli”.
Recati conferma: “Borgo San Lorenzo pone una questione di diversa rappresentanza a livello territoriale. Dall’altra parte c’è la questione di dare continuità al lavoro portato avanti in questi due anni e mezzo da presidente e giunta dell’Unione, i quali hanno fatto un lavoro importante”.
E ora? Il segretario del Pd mugellano sorride: “Ci sono molti sindaci bravi in Mugello, ci potrebbe essere una terza candidatura. Comunque sia, è importante fare un ragionamento politico: siamo il partito di maggioranza, arriveremo a una candidatura, a una soluzione unitaria, che proporremo alla coalizione ed anche alle altre forze politiche, in un modo sereno e limpido”.
Questa sottolineatura di Recati non è casuale. Nei giorni scorsi si sono riunite in Unione dei Comuni le commissioni in seduta congiunta, con un unico punto all’ordine del giorno “Elezione presidente dell’Unione – Esame situazione”, un’iniziativa voluta sopratutto da Claudio Piccirillo, presidente della Commissione Affari Generali, e segretario di zona del PSI. Curiosamente alla riunione congiunta delle tre commissioni non vi era neppure un consigliere pd. E i toni degli interventi sono stati di critica e di preoccupazione: Bassetti del gruppo “Insieme per il Mugello” si è detto sconcertato, “soprattutto per il modo con cui è stata posta la cosa” e per il fatto che la modifica allo Statuto con l’eliminazione della rotazione faceva pensare a una conferma di Ignesti; Masini di Rifondazione comunista ha evidenziato che non è stato “seguito un metodo corretto”, Sandra Cerbai (Centro Sinistra per l’Unione del Mugello) ha notato che “sapere dai giornali delle candidature non è un fatto accettabile sul piano politico e istituzionale”, e Viviana Rossi del Movimento Cinque Stelle si è detta molto amareggiata e attende “di conoscere le motivazioni politiche-programmatiche di un eventuale avvicendamento in quanto quelle che ha percepito tramite i media le sembrano inconsistenti”. Piccirillo, da parte sua, ricorda che la scelta di togliere l’obbligatorietà della rotazione, “faceva pensare, attingendo al normale buonsenso, che si stava andando verso una conferma del’allora vigente assetto istituzionale dell’Ente”. E visto che si è superato il termine del 30 gennaio, che “la Giunta dell’Unione aveva indicato come essenziale per procedere all’elezione del Presidente abbiamo ritenuto utile -dice Piccirillo- convocare la Commissione in quanto preoccupati della situazione venutasi a creare”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 febbraio 2017






