VICCHIO – Intervistare il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa è perfino divertente. Non ha peli sulla lingua, non parla il politichese, e talvolta ama dir cose fuori dal coro -condivisibili o meno naturalmente.
Così stavolta spazia su numerosi argomenti dallo spostamento del centro prelievi sangue, all’avvio dei lavori dell’ospedale, dalla situazione dell’Unione dei Comuni del Mugello, al tema delle fusioni tra Comuni e del Comune unico. Non senza riservare qualche giudizio frizzante sulla politica e i partiti. (L’intervista sarà suddivisa in due parti, essendo piuttosto ampia)
Cominciamo proprio dal tema della fusione tra i comuni. Sono convinto che il comune unico in Mugello possa dare un beneficio ai cittadini. Ma non lo si può fare con semplici accordi tra sindaci, questo è sbagliato, perché sarebbe visto come una forzatura- e si ripete quel che è accaduto tra Dicomano e San Godenzo-, ma favorendo i rapporti con i cittadini, con l’associazionismo, la società civile, lo sport. Prima dobbiamo imparentarci, e a quel punto riesco a dire al cittadino, che si fa, se ne parla? Ci vuole un lavoro a monte.
Sarà più facile fare un comune unico o una fusione tra Borgo e Vicchio? Come nei metalli, fonderne due è più facile. Ma credo pensare a un comune unico è una prospettiva importante. Vicchio e Borgo San Lorenzo insieme? Intanto deve essere un dare e avere, non ci deve perdere qualcuno, ma vincere tutti. In questo senso se una fusione tra Vicchio e Borgo San Lorenzo fosse l’inizio di un percorso più ampio verso il comune unico, io sarei assolutamente favorevole. Ma non dev’essere un’operazione fine a se stessa. Anche perché altrimenti Dicomano rimarrebbe cosa? Barberino, là in fondo, rimarrebbe cosa?
E l’idea di Borgo San Lorenzo che si fonde con Scarperia e San Piero -lanciata dal segretario del Pd di Borgo San Lorenzo- ti piace? Certo è un’idea possibile. Ma non so neppure se c’è questa volontà. Io comunque avrei aspettato a formulare una proposta del genere, soprattutto da parte della politica: che i partiti debbano indicarci quali fusioni fare mi sembra un pessimo esordio. Però ogni segretario di partito è libero di dire quello che crede. Penso però che inizialmente la politica c’entri poco, c’entrano più i rapporti con le persone, c’entra la cultura.
A proposito di politica che ne pensi della situazione mugellana? Partiamo dalle opposizioni… Le opposizioni di destra a livello mugellano non ne hanno indovinata una, la situazione per loro è drammatica, penso ad esempio quando a Borgo San Lorenzo fecero quell’esempio di Auschwitz a proposito delle scuole. Siamo alla sfascio totale, e c’è ben poca visione politica. Per quanto riguarda Vicchio invece Latona è una persona molto collaborativa e anche con Cioni dei Cinque Stelle abbiamo un buon rapporto.
Con Officina Vicchio 19 un po’ meno… Io le officine le rispetto e le considero delle officine, dei luoghi dove accomodare prima di tutto se stessi. A parte le battute non vedo in Officina un significato politico. La maggior parte delle persone che la compongono sostenevano l’allora candidata alle primarie pd, e formare un nuovo gruppo dopo le primarie non mi sembra gran cosa. Ma la democrazia è bella per questo. Comunque, quando dicono cose interessanti, le ascolto, quando invece fanno le solite uscite, prima mi indispettivo, ora ho imparato a reagire diversamente: a fare il sindaco si imparano tante cose…
E gli altri? C’è Leonardo Romagnoli , con i suoi post politici che ci vogliono 4-5 giorni a leggerli, e infatti ho smesso di leggerli. E vedo tanta approssimazione: quando leggo le interrogazioni della Bertini penso che ci sia qualcosa che non funziona, proprio nel sistema di proporre le cose.
Sono legati a un vecchio modo di far politica, di non accettare mai, di lamentarsi sempre e sempre criticare. Il Mugello ha bisogno di altro, di atteggiamenti costruttivi, e credo che noi amministratori abbiamo la possibilità di dare un buon contributo. Compreso il sindaco di Firenzuola, l’unico sindaco di centrodestra della zona, ma persona molto in gamba, con tanta voglia di fare, e collaborativo.
E il tuo PD? Del PD ho capito una cosa: è un partito strutturato, e questo è positivo. Vedi le difficoltà dei Cinque Stelle, legate all’incapacità di organizzarsi, di non avere una struttura. Invece, per il Pd, sul piano politico c’è da lavorare. E quel che sta mangiando il Pd sono le correnti, che danno un brutto spettacolo.
E Carlà Campa a quale corrente pd fa riferimento? Io sono della corrente di far le cose perbene. Davvero non ho riferimenti specifici.
(segue)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Settembre 2021


