
DICOMANO – Si è svolta giovedì 1 febbraio agli Ex-Macelli la prima riunione organizzata dall’Amministrazione per spiegare le ragioni della fusione fra Dicomano e San Godenzo (articolo qui), i punti di forza e le opportunità, a cui hanno partecipato oltre 100 persone. “Nell’incontro ho spiegato perché dopo quattro anni da sindaco ho sentito la necessità di proporre ai miei concittadini una cosa così grande e come ci siamo arrivati, dopo tanti incontri interni dal 2015 con il Comune di San Godenzo – ha detto Stefano Passiatore – perché è necessario arrivare al referendum sulla fusione consapevoli delle tante opportunità che questa comporta”.

Quali sono i principali tre benefici che avrà il nuovo Comune? “Avremo una struttura organizzativa più stabile e forte – risponde Passiatore – oggi sia a Dicomano sia a San Godenzo, se alcuni dipendenti si ammalano, chiudiamo gli uffici. Due, avremo un sacco di risorse per fare interventi sul patrimonio. Tre, avremo la possibilità di sognare il Comune che vorremmo. Oggi le amministrazioni si limitano a ricucire i piccoli strappi, a tappare le buche e a cambiare i lampioni, ma non hanno le possibilità né organizzative né economiche di immaginare opere che vadano oltre l’orizzonte dei due, tre, quattro anni. Avremo la possibilità di pensare ad interventi strutturali che consegneranno un Comune più solido a chi amministrerà alla fine dei dieci anni di contributi”, che sono stati quantificati in 12 milioni e 700mila euro.
Perché Londa non partecipa alla fusione? “Io posso dire quello che abbiamo fatto con Londa, poi le motivazioni vanno chieste alla sua Amministrazione – spiega Passiatore – più volte abbiamo discusso con loro cercando di capire quali fossero i dubbi, le perplessità e come avremmo potuto aiutarli in questa scelta. Probabilmente c’è un’idea diversa di sviluppo e di salvaguardia di un presidio che hanno spinto legittimamente gli amministratori di Londa a non intraprendere questo percorso. A me dispiace, credo sia un peccato. Avremmo potuto organizzare un territorio più omogeneo, più esteso”.
Le discussioni sono finite, ora i passaggi pratici quali sono? “Entro marzo i consigli comunali faranno la richiesta alla Regione di indire il referendum – dice Passiatore – poi partiranno una serie di incontri pubblici con i cittadini nei quali soggetti terzi che non hanno interessi particolari spiegheranno la posta in gioco, cosa c’è in palio. Nasceranno chiaramente i comitati per il Si e per il No che faranno i propri appelli”.
San Godenzo ha da tempo unito le proprie funzioni con la Valdisieve, mentre Dicomano con il Mugello. Quale sarà, tra i due, il territorio di riferimento? E poi Dicomano frazione di San Godenzo o viceversa? “A questa seconda domanda si risponde facile – sorride il sindaco dicomanese – il nuovo comune si chiamerà Dicomano e San Godenzo, entrambe saranno parimenti sue località. Per quanto riguarda la zona, probabilmente sarà quella del Mugello, perché dallo studio fatto da Anci abbiamo tante cose che fanno preferire questa indicazione”.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 febbraio 2018





