Si pubblica la nota integralmente:
“Presentata anche da Percorso Comune Londa una mozione per aprire un dibattito sulla possibilità di una fusione del Comune dell’Alta ValdiSieve con qualche comune limitrofo.
‘Appare evidente che i continui tagli di finanziamenti statali e regionali abbiano portato al collasso economico di piccoli comuni come Londa”. Non è solo Cuoretti a sostenerlo ma lo stesso consiglio comunale di Londa che nel luglio scorso ha approvato (a maggioranza assoluta) una delibera in cui si evincono le difficoltà finanziarie del comune nel chiudere il bilancio e in cui si chiede al governo di: allentare il patto di stabilità per comuni sotto i 5000 abitanti; ripristinare i trasferimenti erogati prima del 2011; introdurre un premio di virtuosità per quei comuni che hanno adempiuto alle indicazioni ministeriali.
Prosegue ancora Cuoretti: ‘La notizia di questi giorni di ulteriori 100 milioni di tagli dal bilancio della Regione Toscana e la conseguente abolizione dell’IMU sulla prima casa, che si dovrebbe attuare nella legge di stabilità del governo, a nostro avviso non farà che incrementare i problemi per quei comuni che già fanno i salti mortali per mantenere servizi e far quadrare il bilancio’.
Nessuno ne parla, ma è evidente che a livello regionale si è già parlato di riassetto del territorio visto il rapporto 2013 dell’IRPET (ente dipendente della Regione Toscana che svolge attività di ricerca, studio e consulenza, sia per la Giunta che per il Consiglio regionale, nell’ambito della analisi economica, sociale e territoriale) dove si ipotizza il riassetto amministrativo della Toscana con la formazione di 50 macro-Comuni.
http://www.irpet.it/storage/rassegnastampaallegato/1233_corriere%20fiorentino%2018ott.PDF
Alla luce delle politiche nazionali e regionali conclude Cuoretti: ‘Veder scomparire il mio Comune sarebbe l’ultima cosa che voglio e farò di tutto perché Londa possa continuare ad essere un Comune indipendente, ma se le politiche nazionali e regionali continueranno così non passerà molto tempo prima che le amministrazioni locali siano costrette ad alzare bandiera bianca indipendentemente dalla propria volontà. In quest’ottica saremo degli stupidi a non farci trovare pronti e aprire un dibattito su quella che la nostra costituzione pone come una possibilità , cioè la fusione di due o più comuni, anche perché un tema così importante ha bisogno di essere dibattuto a fondo e dovrebbe a mio avviso trovare il più ampio consenso possibile sia in consiglio comunale che fra i cittadini, soprattutto informando correttamente e tempestivamente tutti i cittadini prima dell’eventuale referendum che per legge è obbligatorio per effettuare una fusione’.
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 novembre 2015

