BARBERINO DI MUGELLO – Nei giorni scorsi l’associazione ambientalista Idra è intervenuta sul progetto Cafaggiolo (articolo qui), tracciando un paragone con la vicenda fiorentina di Costa San Giorgio, anche quella ferma da tempo, e citando un incontro avuto con il sindaco di Barberino di Mugello Sara Di Maio. Adesso proprio Di Maio, in questa intervista, traccia il punto sulla complicata vicenda legata al progetto:
Progetto Cafaggiolo, si fa o no?
“Ad oggi, per quanto riguarda il Comune, si può tranquillamente dire che si può fare. Però le varianti sono decadute, e quindi il privato ci deve lavorare, le deve ripresentare secondo le nuove regole che danno i due piani operativi in corso di approvazione a Barberino e a Scarperia e San Piero. Sicuramente il privato può fare tesoro del lavoro fatto fino ad oggi e continuare a lavorarci. Peraltro la parte agricola invece è passata, quindi una parte sicuramente può andare avanti. Poi la decisione finale spetta più al privato che al Comune”.
Le modifiche più salienti quali dovrebbero essere?
“Sicuramente la nuova norma è molto più stringente rispetto all’utilizzo del suolo. Quindi può darsi che ci siano da rivedere delle superfici. In linea generale sicuramente la nuova legge regionale e i piani operativi sono più tutelativi dal punto di vista dell’uso del suolo”.
Tu e Ignesti avete avuto di recente contatti con la proprietà per per fare il punto della situazione?
“I contatti ci sono sempre, con la proprietà e con gli uffici della Cafaggiolo. Quindi non sono scomparsi, sono sempre presenti. Magari non abbiamo riparlato delle varianti, ma possiamo constatare che ad oggi la proprietà ancora manifesta la volontà di andare avanti. Anche se ancora non ha presentato niente”.
A un certo punto sembrava che l’unico ostacolo fosse la strada. Che possiamo dire in merito?
“La strada sta andando avanti. Siamo al termine dell’iter della conferenza dei servizi, che è’ una conferenza di servizi nazionale con ANAS”.
Al di là dell’aspetto tecnico, ci puoi dare un giudizio sia riguardo sia al progetto in sé, sia alle particolarità del progetto che sono emerse?
“In generale il progetto rappresenterebbe sicuramente un’opportunità per il territorio del Mugello e non solo. Da un punto di vista turistico, e non solo turistico. Perché la parte di miglioramento agricolo valorizza anche la parte del nostro territorio legata alle coltivazioni come oliveti e vigneti. È però un progetto che ha senso nel suo complesso, avrebbe poco senso realizzarne solo alcune parti. Poi è legato alla stipula di una convenzione, che ancora non è stata fatta, perché è legata strettamente alle varianti, ai numeri, alla superficie edificabile e alle unità ricettive. Va di pari passo con l’adozione delle varianti”.
In merito agli impatti sul territorio, vedi qualche rischio in questo progetto?
“No, perché la nostra strumentazione urbanistica è tale per cui i rischi si analizzano prima. Al momento in cui si fanno le cose quindi le questioni sono già state valutate. Ad esempio, per il consumo di risorse ambientali, come l’acqua, il progetto deve seguire un’inter di valutazione ambientale strategica nella quale viene analizzata nel dettaglio la parte della sua sostenibilità ambientale. Per cui no, non ci vedo dei rischi sinceramente. Abbiamo tutti gli strumenti per evitare che ci siano dei rischi”.
Che rispondi a quelli che dicono che queste lungaggini sono colpa dell’amministrazione pubblica?
“In questo caso le amministrazioni pubbliche hanno fatto tutto ciò che dovevano fare. Certo, i tempi dell’urbanistica sono veramente molto molto lunghi, sia per il pubblico, sia ovviamente per il privato. Che ha generalmente tempi più stringenti, legati agli investimenti. Per cui spesso per i privati tempi dell’urbanistica sono inenarrabili, insostenibili. Se da una parte questo garantisce che tutto ciò che cambia l’aspetto del territorio sia fatto con estrema cura e pesando veramente tutti gli aspetti, dall’altra però forse ci sono alcuni procedimenti che potrebbero essere razionalizzati. Affrontando tutte le criticità, ma facendolo in tempi più razionali, ad esempio facendo alcuni processi di pari passo agli altri. In questo caso posso dire però che i Comuni non hanno allungato i tempi. Hanno fatto un grande lavoro, le varianti erano pronte cinque anni fa. Però il privato non si è attivato in questi cinque anni”.
Secondo te Lowenstein ha sufficiente pazienza?
“Se è arrivato fino a qui un po’ di pazienza evidentemente l’ha avuta, mi sembra l’abbia dimostrato”.
Tu in coscienza sei ottimista?
“Bisogna essere sempre ottimisti. L’amministratore pubblico deve essere sempre ottimista”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Gennaio 2026




2 commenti
Mi chiamo Massimo Fabbri e sono stato anni fa dal sindaco Ignesti in quanto il nostro consorzio del Mugello sarebbe stato disponibile ad un eventuale gara per le opere di ristrutturazione e urbanistiche ,raggruppando tutte le imprese della Valdisieve e operando come general Contractor.
Tale iniziativa era la conseguenza di intenzioni delle amministrazioni pubbliche di fare lavorare le imprese del mugello..poi ricordo ai diretti interessati che l’operazione è privata quindi d’accordissimo di una ricaduta sul territorio positiva ..ma che può essere negativa..prendete x esempio villa le Maschere ..quindi agevoliamo il privato in considerazione di fare lavorare fin dall’inizio aziende mugellane prima di tutto.
Facciamo le operazioni alla luce del sole in quanto a firenze è risaputo che lavorano sempre chi ha i santi in paradiso..le convenzioni dovrebbero essere subordinate a fidujessioni immobiliari e mobiliari……per garantire i cittadini da speculazioni immobiliari. Rimango a disposizione dei diretti interessati….Massimo Fabbrix Conparart. 055 8448331
Anni di niente ,per il territorio progetto molto importante.solo tagli di nastri . I giovani del territorio sperano e aspettano invano!