BARBERINO DI MUGELLO – Cafaggiolo in Mugello e Costa San Giorgio a Firenze. Due vicende parallele? Per l’associazione ambientalista Idra, che da tempo segue la vicenda dell’investimento immobiliare nei due conventi di Costa San Giorgio, la risposta è sì. In entrambi i casi si tratta di investimenti immobiliari fermi, dell’imprenditore argentino Lowenstein. In merito alla questione, i membri di Idra, nei giorni scorsi, hanno incontrato il sindaco di Barberino di Mugello Sara Di Maio, e adesso spiegano in una nota:
In attesa dell’appuntamento fissato con l’assessora all’Urbanistica del Comune di Firenze Caterina Biti il prossimo 4 febbraio, l’associazione fiorentina promotrice del processo partecipativo ‘Laboratorio Belvedere’ attivamente osteggiato quattro anni fa da Palazzo Vecchio ha chiesto e ottenuto la settimana scorsa un incontro con Sara Di Maio, la sindaca del Comune di Barberino di Mugello, che ospita il castello ridisegnato da Miclelozzo su incarico di Cosimo il Vecchio, carissima poi anche al nipote Lorenzo e agli umanisti Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano. Un fitto e costruttivo colloquio di oltre un’ora, nel corso del quale Idra ha consegnato e illustrato il dossier che raccoglie i tanti autorevoli interventi dal mondo della cultura in difesa del riuso saggio e qualificato del complesso di Costa San Giorgio, ed è stato possibile ricevere una prima porzione di informazioni sullo stato dell’arte a Cafaggiolo, suggerendo al tempo stesso strategie di comunicazione apparentemente apprezzate.
Come ha osservato Girolamo Dell’Olio, referente di Idra, sarebbe stato forse opportuno infatti che a diffondere e circostanziare la clamorosa notizia della mancata firma della convenzione attuativa coi Comuni e con la Regione da parte dell’investitore argentino fossero le stesse amministrazioni che quella convenzione, e le discusse varianti urbanistiche collegate, hanno laboriosamente costruito e promosso in anni e anni di attività dei propri uffici. Impegni ed energie che non hanno sortito i risultati attesi, e che converrebbe probabilmente adesso dedicare a quella rivisitazione del progetto alla quale – e questa è certamente l’incoraggiante notizia positiva ricevuta dalla sindaca – già si starebbe lavorando di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Secondo quanto è stato possibile apprendere, il nuovo Piano Operativo le cui controdeduzioni sono state approvate lo scorso 15 ottobre dal Consiglio comunale di Barberino prevede infatti l’adozione di criteri di garanzia ispirati a norme per il governo del territorio maggiormente responsabili in materia di consumo di suolo e tutela del paesaggio. Sembra del resto anacronistico l’obiettivo difeso e promosso nove anni fa dalla Regione Toscana di costituire ‘riserve di lusso’ a beneficio dei ‘grandi ricchi del mondo’ proprio là dove vengono individuati a livello internazionale i beni ‘patrimonio dell’Umanità’ Unesco (qui c’è certo da interrogarsi sulla capacità di vigilanza che esprimono in proposito i relativi Uffici, centrali e locali, in Mugello e a Firenze). “Sarebbe bello – ha proposto Dell’Olio – raccogliendo la piena condivisione della dott.ssa Di Maio, “che il Mugello riacquisisse, secondo quella che è anche una nuova cultura museale, certe opere che sono state prodotte qui e pensate qui”. Ma non sembra una soluzione socialmente accettabile, aggiunge Idra, quella di chiudere questa fruizione in un recinto privatistico, come testimonia già solo la volontà espressa dalla proprietà di Cafaggiolo di escludere la popolazione dallo stesso godimento visivo del castello di Michelozzo attraverso il trasferimento altrove di una strada statale che corre su un suo lato, la SS 65 della Futa.
Che fare, dunque, adesso? E soprattutto: come fronteggiare comunque il rischio – in Mugello come a Firenze – di una ulteriore dilazione dei tempi di recupero e valorizzazione – ma sociale – di un’eredità architettonica così importante? Idra ha proposto al riguardo alcuni dettagli di una ricetta che si appresta a sperimentare in un altro cantiere di impegno nell’area fiorentino-mugellana: le iniziative di conoscenza, studio, riflessione e confronto in corso di preparazione sul grande complesso sanitario abbandonato di Pratolino, l’ex Ospedale Saverio Aloigi Luzzi e l’ex Sanatorio Guido Banti. Con soddisfazione il presidente dell’associazione fiorentina ha registrato l’interesse e la disponibilità a collaborarvi da parte della dott.ssa Di Maio, sindaca di Barberino ma anche componente della giunta della Città Metropolitana di Firenze.
Al termine dell’incontro, l’impegno assunto da entrambi a scambiarsi documentazione utile: gli atti amministrativi da un lato, la ricca relazione redatta sul caso Cafaggiolo dal prof. Leonardo Rombai per Italia Nostra Firenze dall’altro.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Gennaio 2026



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