FIRENZE – Meno di un mese, per la sentenza sul triste caso del ragazzo pratese, Mirko Reali che nell’estate del 2015, il 29 luglio, annegò nel lago di Bilancino, dopo essersi tuffato da un gonfiabile. Andò forse a sbattere contro qualcosa o qualcuno, perse i sensi e scivolò sul fondo del lago. Nessuno se ne accorse, né i bagnini, né i suoi amici. E solo dopo qualche tempo fu dato l’allarme. Si scandagliò il fondo del lago, e intorno alla mezzanotte, dopo ore di ricerche, si ritrovò il corpo del giovane diciannovenne.
Nell’ultima udienza prima della sentenza (il giudice è Elisabetta Pagliai che ha fissato la prossima udienza per il 6 febbraio) la pubblica accusa ha indicato come unico responsabile Alessio Berni, titolare del Bahia. E nei suoi confronti il pm Luca Turco ha chiesto una condanna a due anni e mezzo, proponendo invece l’assoluzione per i due bagnini, Lorenzo Ulivi e Gianmarco Grossi. A giudizio del pubblico ministero, l’insufficiente sorveglianza -per la quale non ci si accorse del momento in cui il giovane si tuffò dalla piramide gonfiabile installata nel lago dal Bahia andando a sbattere contro qualcosa o qualcuno, perdendo i sensi e scivolando sul fondo del lago- sarebbe da imputare alla dirigenza del bagno, che, secondo il pm, aveva organizzato il lavoro degli addetti non consentendo loro di occuparsi esclusivamente della vigilanza sul lago, ma affidando loro anche altri compiti.
La parte civile ha invece un’altra posizione: i rappresentanti della famiglia Reali hanno chiesto la condanna per tutti e tre gli imputati e 500mila euro di risarcimento, mentre i difensori degli imputati chiedono l’assoluzione.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 gennaio 2018



