BORGO SAN LORENZO – Devo dire la verità: anche a me qualche volta è uscita dalla bocca la frase “basta, non farò più gite”, perché in effetti, quando si parla di gite scolastiche, soprattutto a noi insegnanti, addetti ai lavori, sale un po’ di apprensione dato che sappiamo quanto siano difficili da programmare, quanto siano piene di responsabilità nei riguardi degli alunni, quanti moduli dobbiamo riempire, quanto possano essere poco apprezzate da alcuni perché mettono in difficoltà colleghi che devono coprire orari diversi o classi scoperte… nonostante tutto questo penso però che le gite scolastiche siano una gioia, un’opportunità grande e un’avventura che un bambino difficilmente dimentica.
Nel mio lavoro di maestra ho programmato e partecipato con le mie classi a diverse gite ed ho notato di come, da diversi anni, ci sia un’attenzione in più anche da parte di musei e aziende che hanno aumentato l’offerta di percorsi laboratoriali; questo è molto importante perché i bambini rimangono più soddisfatti e la gita assume un carattere ancor più rilevante di quello statico del solo osservare degli oggetti inanimati di un museo.
Per mia natura, cerco spesso di trovare situazioni dove i bambini possano apprendere dall’ascolto, da quello che possono riuscire a vedere, da quello che con un laboratorio possono riuscire a fare… ma cerco opportunità di gite dove gli alunni si possano anche divertire, magari cercando più luoghi e occasioni in una stessa uscita perché non venga meno neppure l’aspetto ludico e socializzante.
Anche quest’anno ho fatto due splendide gite con le mie due classi: la 2^ e la 5^ di Luco.
Con i più piccoli, martedì 28 marzo, siamo andati a Vespignano, alla Casa Natale di Giotto. Certo una gita non troppo impegnativa, ma non per questo meno apprezzata. I bambini erano entusiasti anche perché la figura di Giotto era già stata presentata diverse volte a scuola e i vari racconti e aneddoti sul grande pittore, erano stati presi come una bella favola.
In una giornata piena di sole, la casa di Giotto, egregiamente mantenuta nell’ordine e circondata dai fiori, risulta un gioiello della nostra campagna.
Dentro la casa, gli alunni hanno imparato a conoscere i pigmenti e da cosa derivano tutti quei vivaci colori che fanno bella mostra di sé in cilindri trasparenti su delle lunghe mensole.
Poi, con i pigmenti e il tuorlo d’uovo, come nella tecnica antica, i bambini si sono cimentati nella colorazione di un loro disegno: non è stato facile perché quei colori dati a pennello non scorrono sul foglio come un pennarello, ma i bambini si sono impegnati ed hanno capito che stavano facendo un salto indietro nel tempo. E poi il pranzo all’aperto, le corse sul prato, il nascondino: tutto ha reso magica la mattinata e, sia io che Annamaria, una mia nuova e brava collega, abbiamo raccolto la soddisfazione di ogni nostro alunno.
Con la 5^, il giorno dopo, tutta un’altra gita, ma con lo stesso punto di forza: “l’arte”.
Questa volta la mèta è stata la Cittadella del Carnevale a Viareggio.
Arrivati a destinazione ci colpiscono l’occhio le grandi statue in cartapesta, l’immenso piazzale e gli altissimi hangar con dentro i carri dell’ultima sfilata, che non hanno potuto far altro, ogni volta ne vedevamo uno diverso, che tirarci fuori un’esclamazione condivisa: “Ohhhhhh… che meraviglia!!!!”
Anche all’interno del museo i ragazzi sono stati attenti a quanto veniva spiegato, perché le nozioni che la guida passava si arricchivano con i manifesti e i modellini cioè le riproduzioni in scala dei carri che negli anni hanno vinto il primo premio.
Poi il laboratorio; capire i trucchi per fare un oggetto in cartapesta, realizzarlo e poi portarlo a casa, è stata una soddisfazione particolare.
All’ora di pranzo, altra novità per una gita scolastica, almeno per noi; tutti insieme a mangiare nell’Osteria del Burlamacco, ristorante all’interno della Cittadella, dove i ragazzi sono stati “rimpinzati” con tante buone cose e son stati coccolati da tutto il personale: splendida esperienza!
Concluso il pranzo, d’accordo con la mia cara collega e amica Maria, i ragazzi hanno ottenuto un ulteriore “regalo” che completasse ancor meglio la loro ultima gita nella scuola Primaria, perciò il pullman ha proseguito il viaggio verso Marina di Pietrasanta e lì siamo arrivati in spiaggia.
La giornata era splendida, la sabbia pulita, il mare calmo quasi da farci credere di poterci fare un bagno. Ma l’acqua era fredda e ai ragazzi son bastati i tiri per una partita a pallone, le corse e i tuffi nella sabbia e la raccolta di conchiglie.
Infine un gelato così buono da gettarsi in terra e poi il rientro, a sera, con i nostri oggetti in cartapesta fra le mani, le guance un po’ rosse per il sole preso e tanta felicità nel cuore.
Siete riusciti a capire cosa risponderei se chiedeste il mio parere sulle gite scolastiche? Sono una gioia o una disperazione? Penso non abbiate più dubbi: evviva le gite!
Maestra Angela
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 aprile 2017




