
BARBERINO DI MUGELLO – Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, il cacciatore 46enne arrestato con l’accusa di aver sparato, la sera del 20 Agosto, ad un ispettore della Polizia provinciale impegnato nei controlli antibracconaggio insieme ad un collega. Lo si apprende questa mattina, martedì 8 Ottobre, da un articolo del quotidiano La Nazione. I fatti sono accaduti nella riserva di caccia de La Dogana, nel Comune di Barberino di Mugello, dove l’uomo e la compagna 34enne, fiorentina, avevano preso in uso per la stagione estiva un casolare.
Nella riserva, infatti, ad eccezione del martedì e del venerdì è ammessa la caccia al cinghiale e al capriolo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella sera, come nei giorni precedenti, l’uomo avrebbe notato i poliziotti appostati tra gli alberi per sorprendere i cacciatori di frodo, poi avrebbe spento le luci del casolare e grazie al visore notturno, avrebbe sparato verso di loro ad altezza d’uomo. Continuando a sparare anche quando uno degli agenti, colpito, ha iniziato ad urlare.
Al termine delle indagini dei Carabinieri, il 46enne è stato poi arrestato lo scorso 3 Ottobre a Firenze con l’accusa di tentato omicidio; mentre la compagna 34enne che era con lui è stata denunciata per averne condiviso l’ideazione e la realizzazione. L’uomo è difeso dall’avvocato Francesco Ceccherini, che ha chiesto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere, richiesta in merito alla quale il Gip deciderà nei prossimi giorni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Ottobre 2024





