MUGELLO – Emanuele Mencaglia, Presidente del Comitato Costituente “Futuro Nazionale Vannacci” del Mugello, lancia un appello per un’azione d’emergenza immediata a tutela di allevatori e razze autoctone. Ecco la nota completa:
La minaccia della Peste Suina Africana (PSA) che attanaglia l’Appennino tosco-emiliano non è più soltanto un’emergenza sanitaria, ma rischia di trasformarsi nel colpo di grazia per la storia, la cultura e l’economia agroalimentare del Mugello. Di fronte all’avanzata del virus e al pericolo concreto di blocco della filiera, interviene con fermezza Emanuele Mencaglia, Presidente del Comitato Costituente Futuro Nazionale Vannacci del Mugello,
recependo e facendo proprie le istanze sollevate da Coldiretti.
“Il territorio del Mugello, per la sua conformazione geografica e la sua posizione di snodo tra Toscana ed Emilia- Romagna, si trova in prima linea», dichiara il Presidente Emanuele Mencaglia. «La prolificazione incontrollata dei cinghiali non è più tollerabile. Servono interventi drastici, immediati e privi di gabbie burocratiche: occorre applicare senza esitazioni i piani straordinari di depopolamento degli ungulati selvatici. Difendere i confini biologici del nostro Appennino significa difendere la sovranità alimentare e il lavoro delle nostre comunità”.
Il punto di maggiore preoccupazione sollevato da Mencaglia riguarda la tutela delle eccellenze autoctone toscane, prima fra tutte la Cinta Senese, un simbolo identitario che per sua natura richiede allevamenti allo stato brado o semibrado nelle zone collinari e montane del Mugello.
“Non possiamo permettere che la rigida e cieca applicazione delle normative comunitarie finisca per punire i nostri allevatori virtuosi, costringendoli a chiudere le stalle o ad abbandonare razze secolari come la Cinta Senese – sottolinea Emanuele Mencaglia -. La biosicurezza si fa aiutando le aziende sul campo, non soffocandole
con spese insostenibili o condannandole all’inattività”.
Adottando integralmente le richieste avanzate da Coldiretti a difesa del comparto zootecnico, Emanuele Mencaglia individua tre pilastri fondamentali d’intervento per la salvaguardia del territorio:
- Contributi al 100% per le opere di biosicurezza: L’installazione di doppi recinti, varchi sanitari e sistemi di disinfezione deve essere interamente finanziata con fondi pubblici straordinari, senza gravare sulle tasche degli agricoltori.
- Sostegno diretto e moratoria sui mutui: Indennizzi immediati e trasparenti per gli allevamenti colpiti da restrizioni commerciali o blocchi temporanei delle movimentazioni, uniti alla sospensione delle rate dei mutui.
- Tutela del turismo e del bosco: Un piano equilibrato che garantisca la sicurezza sanitaria senza paralizzare le attività connesse alla montagna, dal taglio del legno alla raccolta dei prodotti del sottobosco.
In conclusione, il Presidente del Comitato Costituente esprime il proprio sostegno ai Servizi Veterinari dell’USL Toscana Centro e agli operatori del Centro Carni Comprensoriale del Mugello, chiedendo però alla politica regionale di passare dalle parole ai fatti. “Serve un pragmatismo forte, lo stesso che guida l’azione del Generale Vannacci: difesa del territorio, tutela del lavoro italiano e rispetto profondo per chi la nostra terra la vive, la preserva e la rende grande ogni giorno con il proprio sudore”, conclude Mencaglia.
Fonte: Futuro Nazionale Vannacci Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 luglio 2026

