
MUGELLO – Appena pochi giorni fa ha inaugurato la sua vetrina nel centro di Firenze (articolo qui), festeggiando l’evento al Four Season, con tanti imprenditori e personaggi politici e pubblici di rilievo, e ieri l’altro La Nazione gli ha dedicato un’articolo raccontando l’azienda e la tradizione che tramanda con l’investimento nella formazione di nuovi artigiani. E quasi contemporaneamente il New York Times cita il loro “Cappello da Anatra” suggerendolo come fashion gadget. Il Borgo Cashmere è al centro dell’attenzione e porta con sé il Mugello, rilanciando non semplicemente la maglieria toscana ma proprio il prodotto artigiano italiano, che diventa oggetto che ben si colloca nell’alta moda a livello internazionale.

Il Borgo che nasce nel 1949 quando la signora Albertina aprì un laboratorio di sciarpe e cappelli e da allora è arrivato a ritagliarsi uno spazio rilevante tra i produttori d’alta gamma del settore, lavorando per Hermès, Dior, Chanel e Salvatore Ferragamo e Stefano Ricci Junior. E oggi l’azienda, guidata da Franco Fredducci, dalla moglie Serena Landi che è presidente del consiglio di amministrazione, con il supporto dei figli Matteo ed Elia, non solo si espande ma anche investe nel tramettere e tramandare l’arte che la rende eccellenza. Ha ottenuto infatti un finanziamento regionale per 900 ore di formazione (articolo qui) per il quale “dodici donne e uomini – dice Fredducci – stanno facendo lezione tra cardigan e lupetti, cappotti a punto stuoia e maglioni a intrecci delicati di pelle, sciarpe di cincilla e cashmere e copertine da neonati”.

Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 novembre 2017



