BORGO SAN LORENZO – Lo sviluppo turistico punta sempre più su “Vie” e “Cammini”. Se la “Via degli Dei” sta incontrando un crescente successo di frequentatori, adesso si vuole allargare al Mugello, con un’apposita variante, il percorso che da alcuni anni, attraverso i sentieri e le vie medievali che univano la Romagna e la Toscana e che furono percorse da Dante Alighieri ai tempi del suo esilio, periodo in cui scrisse la Commedia, vengono proposti dall’associazione “Il Cammino di Dante”.
Il percorso vuole riscoprire le antiche vie che collegano le due città di nascita e di morte del Poeta e valorizzare la figura di Dante accompagnando il viandante in un percorso non solo culturale e naturalistico ma anche letterario. Nell’anello principale, circa 400 km che congiungono Romagna e Casentino, per un totale di 20 tappe fisse, da percorrersi in senso antiorario già ci sono Marradi, San Godenzo e Dicomano, e ora si è deciso di allargare il percorso a Vicchio, Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero.
Così ieri, nella sede della Confesercenti, si è tenuta la presentazione dell’iniziativa e anche la sottoscrizione di un impegno tra Confesercenti, associazione “Il Cammino di Dante”, Unione dei comuni del Mugello: c’erano il sindaco di Marradi Tommaso Triberti e l’assessore al Turismo dell’Unione oltre che primo cittadino di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, presente anche l’assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo.


Gli itinerari si snodano attraverso quei luoghi del territorio Tosco-Romagnolo citati nella Commedia, o direttamente vissuti dal Poeta durante i suoi anni di esilio. I sentieri che compongono gli itinerari, nella maggior parte dei casi, sono percorsi “in cresta” utilizzati sin dal basso medioevo, fino allo sviluppo dell’attuale rete viaria risalente alla fine dell’800. A tratti questi sentieri medievali coincidono con antiche strade etrusco–romane, facilmente riconoscibili dai tipici selciati.
L’obiettivo dell’allargamento al Mugello, sul piano economico, è quello di aumentare le visite e i pernottamenti nei comuni attraversati: entro il 2021 si conta di completare la definizione dei sentieri e la necessaria cartellazione.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 maggio 2019

1 commento
Sulla scia del successo del “Sentiero degli Dei” stanno proliferando nell’Area del Mugello sempre nuovi itinerari di trekking turistico promossi dalle amministrazioni locali, in coordinamento tra loro ed anche singolarmente. Credo che in proposito si stia rischiando di inflazionare l’offerta con proposte più fantasiose che storicamente accertate. Lo stesso sentiero degli Dei nel suo tratto ufficiale dal passo della Futa a Fiesole segue un percorso diverso da quello studiato dai suoi scopritori. Il nostro Appennino è stato interessato nella storia da un reticolo “antiche strade”, alternative alle due principali arterie romane che sicuramente collegavano Roma con il nord Europa: il Passo della Cisa e Rimini. Questi tracciati come la stessa presupposta Flaminia Minor di Agostini e Santi, hanno avuto la caratteristica di percorsi estremamente variabili, a seconda del clima o delle condizioni orografiche di un territorio ancora selvaggio e privo di infrastrutture. Prova di questo assetto l’utilizzo prevalente di percorsi di crinale, geostaticamente più stabili e senza intersezioni fluviali. In breve vorrei porre l’attenzione sulla opportunità di individuare nuovi itinerari trekking che se devono avere anche un valore storico e culturale, questo sia referenziato con reali prove storiografiche e di archeologia insediativa. Certamente una cosa è l’interesse turistico ed un’altra è la verità storica che non può essere banalizzata in astruse anche se suggestive invenzioni.