VICCHIO – E’ l’ultimo atto della guerra del segretario Pd Francesco Tagliaferri contro la giunta Carlà Campa. Che ha espresso voto contrario a uno degli atti più importanti, il rendiconto 2023. Un voto che non è servito a bocciare il bilancio, approvato a maggioranza.
Oggi, lunedì 29 aprile, alle ore 15.00 si è svolto il consiglio comunale nel nostro Comune, in cui è stata discussa all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto 2023. Dopo le opportune verifiche e approfondimenti tecnici, ci siamo resi conto della gravità della situazione economica e fiscale del Comune di Vicchio: pertanto, il mio voto in Consiglio Comunale è stato contrario.
Per chiarire ogni dubbio sulle ragioni della mia scelta, e garantire la massima trasparenza possibile, ritengo doveroso mettere la cittadinanza a conoscenza della situazione economica del nostro Comune. Cosa conteneva il rendiconto 2023 del nostro Comune:
1. Ad inizio 2023 era stato previsto un deficit di bilancio di 784 mila euro, ma a fine anno è stato rilevato un deficit pari a un milione e 237 mila euro: ben 453 mila in più rispetto alle aspettative iniziali. Ciò è stato causato dalla disastrosa gestione finanziaria dell’ultima amministrazione, principalmente (ma non solo) dovuta all’incapacità del comune di incassare una somma considerevole di entrate tributarie. È inammissibile credere di poter rimediare ad un disavanzo di tale entità senza misure serie e svendendo il patrimonio pubblico, come questa amministrazione avrebbe intenzione di fare.
2. Un altro aspetto rappresentativo di una gestione poco trasparente è l’entità dei residui attivi, che ad oggi risultano pari a 10 milioni e 861 mila euro. I residui attivi sono dati dalla differenza tra gli accertamenti, ovvero le entrate che si prevedeva di incassare ad inizio anno, e le riscossioni, ovvero le entrate effettivamente incassate nel corso dell’anno. Tale residuo viene poi rimandato di anno in anno, continuando di fatto ad esser presente nel bilancio comunale. In accordo alla relativa normativa (D.Lgs 118 del 2011 e Art. 228 comma 3 TUEL) e alla recente delibera n. 144/2023 della Corte dei Conti, tali residui dovrebbero essere valutati caso per caso dopo 3 anni e ancor più scrupolosamente dopo 5 anni: trascorso questo tempo, l’amministrazione dovrebbe dimostrare “(…) l’esistenza di ragionevoli motivazioni per disporne il mantenimento in bilancio”. Ebbene, nella relazione di bilancio non c’è traccia di tali ‘’ragionevoli motivazioni ’’. Vengono altresì citati protocolli interni e quindi atti non pubblicati e a cui noi consiglieri non siamo riusciti ad accedere. Facendo qualche conto, nel nostro bilancio risulta un quantitativo di residui attivi pari a 1 milione e 600 mila euro antecedenti al 2018: sinceramente, temo che il nostro Comune riuscirà a riscuotere solo una piccola parte di tale somma.
3. Ultima ma non meno spinosa è la questione del gigantesco debito che il Comune di Vicchio ha nei confronti dell’Unione dei Comuni. In particolare, inquieta il debito per la gestione dei servizi integrati che riguardano la Polizia Municipale: dal 2016 non viene versata la quota spettante e con il passare degli anni questa scelta irresponsabile ha fatto sì che tale servizio sia stato mantenuto grazie alla bontà e alla responsabilità di amministratori che non sono quelli di Vicchio.
Abbiamo cercato di scavare a fondo, incontrando moltissime difficoltà nel far luce sulla questione. Alla fine, durante il Consiglio dell’Unione del 23 Aprile 2024 è risultato che gli enti del Mugello hanno un debito totale di 3 milioni e 625 mila euro nei confronti dell’Unione dei Comuni: di questi, 1 milione e 917 mila euro sono relativi al solo Comune di Vicchio: più del 50% del totale del debito. Andando sempre più a fondo, scopriamo perché Carlà non ha mai fatto parola con nessuno di questi fatti. Con deliberazione di giunta n. 24 del 14/04/23 sono stati definiti i criteri per la ripartizione delle economie sul costo del personale per i comuni di Vicchio e Dicomano per le annualità 2018-2019-2020, ovvero le ripartizioni in base al numero degli spostamenti del personale tra i due comuni, così come risultante da specifica relazione del comandante di distretto. Sulla base della relazione è avvenuto il calcolo definitivo delle spettanze. La delibera è stata approvata all’unanimità con la presenza di Carlà. Con la delibera n. 83 del 31/10/2023 sono stati rideterminati i costi a carico del Comune di Vicchio e del Comune di Dicomano per la gestione integrata dei servizi della Polizia Municipale. Successivamente, sempre con questa deliberazione, sono stati riconfermati i medesimi criteri per le relative annualità, ovvero rinviando a specifica relazione del comandante di distretto Vicchio-Dicomano. Indovinate? Delibera approvata ad unanimità con il Sindaco Carlà Campa presente e d’accordo.
Facciamo un ultimo passo indietro prima delle considerazioni finali.
L’art. 191 comma 1 del TUEL sostiene che “Gli enti locali possono effettuare spese solo se sussiste l’impegno contabile registrato sul competente intervento o capitolo del bilancio di previsione e l’attestazione della copertura finanziaria di cui all’articolo 153, comma 5.’’ Cosa vuol dire? Per qualsiasi spesa, ci deve essere preliminarmente un impegno di spesa: così si può controllare che, per sostenere tale spesa, in bilancio siano stanziati i fondi per finanziarla. Quindi, di norma è necessario l’impegno di spesa più l’attestazione della copertura finanziaria di tale spesa. Prendiamo ad esempio il triennio 18-20 che ho menzionato poco fa. Carlà, con delibera di giunta all’unione dei comuni, ha votato a favore per una nuova rideterminazione dei costi della gestione integrata dei servizi per la polizia municipale. Il costo rideterminato è rispettivamente di 228 mila euro nel 2018, 229 mila nel 2019 e di 239 mila nel 2020. Questa delibera è stata approvata ad unanimità nella Giunta dell’Unione e Carlà Campa ha votato a favore. Nel nostro bilancio cosa troviamo? Per la medesima spesa, nella scheda dei residui passivi in approvazione in questo rendiconto, troviamo per il triennio queste cifre: 100 mila euro per il 2018, 180 mila nel 2019 e 140 mila per il 2020. Per il solo triennio 2018-2019-2020 risulta una differenza di 277.944 euro. Questi quasi 300 mila euro che cosa sono? Chiedo, è stata aperta una procedura per il riconoscimento di questo debito? Vedendo le altre cifre che sono presenti nel nostro bilancio e sapendo che Carlà ha votato la stessa modalità di selezione per le ripartizioni economiche per il biennio 2021-2022 è facile presupporre che anche per quel biennio ci sarà un importo che risulterà differente da quello che vediamo a bilancio.
Torna il fatto che l’Unione sostenga che Vicchio le sia debitore per un importo di quasi 2 milioni e che nel bilancio del Comune di Vicchio, invece, appaia questo debito di qualche centinaia di migliaia di euro più di un milione. Questo è uno degli esempi più grandi dell’irresponsabilità amministrativa con cui ha agito e sta agendo Carlà Campa. Da un lato fa le iniziative pubbliche in teatro di rendiconto di fine mandato e fa sostenere alla sua assessora al bilancio che il debito con l’unione deve essere rimodulato a favore dei cittadini vicchiesi, dall’altro lui stesso ha votato atti ufficiali che sanciscono la ripartizione economica definitiva della maggior parte degli anni trascorsi. Mente, sapendo di mentire. E anche se per puro caso potesse avere ragione, lasciando la ragionevolezza del dubbio, sta di fatto che a bilancio sono iscritte cifre inferiori di quelle che dovevano essere. Questo è sicuramente l’aspetto più grave e che comporta o comporterà per il nostro Comune, purtroppo, veramente un grandissimo guaio e che, sicuramente, non può essere risolto dal Sindaco o dall’assessora al bilancio che hanno causato tutto questo. Chiediamo a Carlà immediati chiarimenti. La situazione debitoria del nostro comune è estremamente preoccupante e potrebbe avere pesanti ripercussioni per tutti i cittadini e le cittadine di Vicchio.
Francesco Tagliaferri Candidato Sindaco lista Obiettivo Comune
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Aprile 2024







