VICCHIO – Il Comitato per la tutela del crinale mugellano, che fin dall’inizio si batte contro la prospettiva di realizzazione di un impianto eolico sui crinali del Giogo di Villore e di Corella, tra Vicchio e Dicomano, esprime con una nota preoccupazione per le modifiche che sta già subendo l’area che sarà interessata dall’impianto e dalla viabilità di avvicinamento. Parlano di piste forestali ampliate, di alberi tagliati e di profondi solchi creati dal passaggio dei mezzi pesanti. Parlano poi di larghe pozze di fango che, scrivono, “hanno creato enormi difficoltà a camminatori e cicloturisti”.
Secondo la nota del Comitato ci sarabbero sul posto anche copertoni abbandonati, fil di ferro dentro la terra, un grande bidone di ferro lasciato sull’affaccio panoramico. E di tubi che covogliano l’acqua, che proviene dagli scavi, nel torrente del Solstretto che poi alimenta a sua volta l’acquedotto pubblico di Vicchio e che costituisce un habitat idoneo a diverse specie rarissime, protette da Direttive comunitarie e recepite dalla Legge Regionale Toscana.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 luglio 2023






4 commenti
Ma secondo voi facevano i lavori volando???
Che Vergogna!
Questo sarà per sempre il momento ALL’IGNORANZA.
E ‘ sempre la solita storia di fronte al progresso si son sempre costituiti i soloni di sventura vorrei proprio vedere quanti di coloro che si oppongono a tale realizzazione sono mai passati per tale territorio .
Lorenzone
Ma per favore! Si vede benissimo che il bidone di ferro arrugginito è lì da anni! E probabilmente anche i copertoni, non credo che una ditta si metta a cambiare le gomme alle macchine sul crinale invece che dal gommista. I fili di ferro sono probabilmente vecchie recinzioni abbandonate da decenni, non credo che vogliano fare una turbina in fil di ferro e origami!
Sostanzialmente i lavori stanno portando alla luce rifiuti abbandonati da anni. O non doveva essere un sito incontaminato? Nessuno dei frequentatori aveva mai visto prima questi rifiuti, né tantomeno li aveva denunciati?
Quanto agli alberi tagliati si vede che la foto non è attuale, è un ceduo tagliato in inverno (gli alberi non hanno foglie) lasciando le matricine a distanza regolare con il metodo in uso da secoli per la manutenzione dei boschi appenninici.
E poi “l’acqua, che proviene dagli scavi” è normale acqua piovana che sarebbe comunque finita nei torrenti: gli scavi non producono acqua, al massimo la raccolgono.
Invito Il Filo a controllare meglio ciò che pubblica per evitare di fare disinformazione.