MUGELLO – Nell’appuntamento settimanale con “Il Filo di Perle” Giampiero Giampieri tocca oggi un tema onnipresente nella struttura sociale di oggi, quello del denaro. E l’autore citato non ci gira intorno: “I soldi sono come la merda…” Una riflessione da leggere con attenzione
“I soldi”, diceva mio padre, “sono come la merda. Li accumuli e puzzano. Li spargi in giro e fai crescere cose.”
Quando da piccolo supplicai i miei genitori di farmi andare a consegnare i giornali come facevano gli altri bambini, loro nicchiarono. Li sentii parlare: mia madre, mia nonna, mio padre. Non gli piaceva il modo in cui i soldi s’impossessavano persino dei bambini. Per loro rasentava l’offesa. Che un bambino lavorasse era una cosa, ma i soldi, i soldi li vedevano come una forza che sfuggiva intrinsecamente al controllo umano, una forza che cercava di soggiogare tutti quelli che incontrava. Ogni rapporto che diventava uno scambio basato sui soldi era qualcosa di cui diffidare, come lo era la gente che faceva le cose per soldi, che agiva solo in nome dei soldi, che metteva le esigenze dei soldi davanti a quelle della vita.
I miei genitori erano frugali non solo perché dovevano stare attenti, ma anche perché non vedevano il motivo per fare della vita una questione di denaro. L’idea di un rapporto utilitaristico o di monetizzare aspetti della propria esistenza gli sarebbe sembrata una sorta di disturbo emotivo, di malattia mentale.
Da Richard Flanagan, “Domanda numero 7, La Nave di Teseo, gennaio 2026
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 marzo 2026



