MUGELLO – Ora è davvero deciso. L’ospedale del Mugello non verrà ricostruito ex-novo, ma adeguato. Avevano espresso la necessità di una nuova struttura, e l’avevano promessa, in tanti, a cominciare dal presidente della Regione Rossi. E anche i sindaci del Mugello, meno di due anni fa, l’avevano chiesta a gran voce.
Ora però si cambia totalmente rotta, anche perché la soluzione trovata consentirà all’AUSL di spendere la metà: un ospedale nuovo per il Mugello sarebbe costato almeno 64 milioni di euro. Con trenta milioni si provvederà invece a mettere in sicurezza antisismica quello vecchio, e a fargli anche un bel maquillage. Non solo, con una parte dei soldi risparmiati si intende costruire –già “Il Filo” lo aveva annunciato (articolo qui) – un nuovo polo sanitario, un complesso che ospiterà un centro di Medicina dello Sport per l’area fiorentina, il Centro di Riabilitazione territoriale ed anche una serie di altre attività come il consultorio, la sede del Dipartimento di prevenzione, la sede del servizio PISLL, la sede della Società della Salute Mugello. In viale della Resistenza nascerà così un grande Distretto Sanitario Territoriale.
L’Ospedale del Mugello è attualmente dotato di 123 posti letto, assicura le attività a più frequente incidenza epidemiologica, garantisce la continuità assistenziale attraverso la gestione autonoma o in rete delle urgenze.
Nel 2016 sono stati effettuati 5.464 ricoveri e svolti 1557 interventi cdi chirurgia generale oltre a 354 di ortopedia. Complessivamente le prestazioni di diagnostica sono state 11.227 e 20.827 gli accessi al pronto soccorso.

Il progetto è stato presentato stamani, giovedì 21 dicembre nella sede della Giunta regionale, presenti l’assessore regionale Stefania Saccardi, il sindaco di Borgo San Lorenzo e presidente dell’Unione montana dei Comuni del Mugello Paolo Omoboni, il presidente della Società della Salute Roberto Izzo, assieme al direttore generale della Asl Toscana centro Paolo Morello Marchese e alla consigliera regionale Fiammetta Capirossi. Alla conferenza stampa hanno inoltre partecipato il direttore sanitario del presidio Ospedaliero Firenze 2 dottoressa Lucilla Di Renzo e il direttore sanitario dello Stabilimento ospedaliero Borgo San Lorenzo dottor Andrea Bassetti.
Perno della nuova proposta, che Regione, Unione Montana, AUSL Toscana Centro e Sds Mugello hanno chiamato “Circuito della Salute” è un nuovo modo per mettere in sicurezza la vecchia struttura, il cosiddetto “Isolamento Sismico” (in questo articolo si spiega nel dettaglio come funziona).
IL PROGETTO
La possibilità di mettere in sicurezza antisismica con 8 milioni di euro l’ospedale libererà risorse per altri interventi. In particolare si prevede:
• Realizzazione di una nuova palazzina all’ingresso per ospitare:
a) al piano terra: hall d’ingresso, area CUP, bar/edicola, ampliamento del poliambulatorio.
b) al primo piano: direzione sanitaria, ambulatori e sala di attesa per cardiologia.
• Nuovi impianti tecnologici.
• Ristrutturazione dei servizi igienici collegati alle degenze.
• Adeguamento dell’ala destinata al laboratorio analisi con recupero spazi per incrementare la superficie utilizzabile dal servizio trasfusionale.
• Ristrutturazione dell’area diagnostica per immagini.
• Ristrutturazione area degenze chirurgiche con potenziamento area accoglienza/reception.
• Potenziamento del DEA con recupero dello spazio dell’attuale cardiologia: 2 sale rosse, 8÷10 box visita, comprensivi di una stanza d’isolamento per infettivi e una per codice rosa, 4 osservazioni, 4 HDU, 1 sala gessi, 1 radiologia tradizionale, 1TC dedicata.
• Sviluppo dell’area “Outpatient” potenziando gli spazi ambulatoriali e della chirurgia ambulatoriale.
• Mantenimento del punto nascita e dell’area Materno-Infantile in collegamento con l’ospedale di Santa Maria Annunziata.
• Realizzazione del reparto Low Care con 12 posti letto.
• Implementazione del modello di complessità di cura in area medica.
• Ristrutturazione e riqualificazione dell’area di rianimazione con adeguamento impianti, delle strutture e riorganizzazione funzionale con particolare riguardo ai posti letto: 4 posti letto IUT e 1 posto letto HDU convertibile in IUT, e dei locali di servizio.
• Mantenimento dell’UO Pediatria con previsione di spostamento su questo presidio di alcune specialità della Chirurgia Pediatrica.
• Implementazione delle Sale Operatorie da 2 a 3 con Area di Recovery Room.

Ma si prevede anche un altro edificio, nell’area ex-Tannino, che il piano urbanistico di Borgo San Lorenzo ha già destinato a funzione sanitaria. Il comparto ex Tannino, consentirà la concentrazione nell’ambito di un unico polo sanitario di una serie di funzioni attualmente dislocate in altre sedi diffuse sul territorio. In particolare, si prevede la possibilità di ampliare e riorganizzare la disponibilità di posti auto per la sosta e di realizzare un complesso che possa ospitare un centro di Medicina dello Sport per l’area fiorentina, il Centro di Riabilitazione Territoriale per i quali l’area si presenta particolarmente indicata, data la sua estensione e la presenza di ampi spazi verdi. Oltre alla Medicina dello Sport e al Centro di Riabilitazione, si pensa di trasferire nell’area altre attività, nei limiti della sua capacità edificatoria, fra i quali il consultorio, la sede del Dipartimento di Prevenzione, la sede del Servizio PISLL, la sede della Società della Salute Mugello.
I COSTI
Complessivamente l’adeguamento statico, adeguamento sismico mediante isolatori e riqualificazione della struttura, comporta un costo stimato di 30 milioni di euro.
Nel dettaglio:
• Costo di adeguamento statico dell’ospedale e riqualificazione della struttura (prevenzione incendi, edilizia, impiantistica, sanitaria e riqualificazione dell’area): 1.400.000 €. (si tratta dei lavori in corso);
• Costo di adeguamento sismico tramite inserimento di isolatori (senza necessità di trasferimento dell’attività sanitaria): 8.000.000 €.
• Costo di riqualificazione dell’ospedale esistente (riqualificazione edilizia, impiantistica, energetica, sanitaria, prevenzione incendi e dell’area circostante): 20.600.000 €.
Più in dettaglio, la ripartizione delle voci di spesa è riportata nel seguente diagramma, che mostra la distribuzione nei diversi aspetti della riqualificazione:
A titolo di confronto il costo stimabile per la realizzazione di un nuovo Ospedale è di: 64.000.000 €, il costo di adeguamento sismico con tecniche tradizionali e miglioramento impiantistico/tecnologico (inclusi i costi per il trasferimento temporaneo dell’attività sanitaria) è di 54.000.000 €, il costo di adeguamento sismico con tecniche avanzate senza isolatori e miglioramento impiantistico/tecnologico (inclusi i costi per il trasferimento temporaneo dell’attività sanitaria) è di 44.000.000 €.
I TEMPI
La tempistica è questione non da poco. Visto con quanto ritardo sono iniziati i pur limitati lavori di adeguamento statico.
Riportiamo col copia e incolla cosa dice la relazione, notando che siamo già oltre i tempi previsti. Si legge dunque nel progetto:
“I tempi complessivi necessari per attuare i diversi interventi di riqualificazione dell’Ospedale possono essere stimati come segue:
A) Adeguamento statico: 7 mesi (a partire da maggio 2017).
B) Adeguamento sismico: 3 anni (a partire dal 2017).
C) Riqualificazione dell’ospedale e dell’area: 4 anni (a partire dal 2018).
La durata prevista per l’intervento di riqualificazione dell’Ospedale è stimabile in 5 anni, conseguendo il risultato di un Ospedale sicuro sotto il profilo strutturale (statico e sismico) nel termine di 2,5 anni.”
Per sostenere la scelta di rinunciare alla costruzione del nuovo ospedale la relazione evidenzia come sarebbero necessari tempi ben più lunghi se si aprissero i cantieri per costruire ex-novo il complesso ospedaliero, tempi stimati in otto anni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 dicembre 2017






2 commenti
Il Tannino è una testimonianza di architettura industriale della prima metà del XX secolo. Un tipo di architettura che ha stimolato grandissimi artisti a forgiare la tipologia pittorica del paesaggio urbano del novecento, orgoglio del nostro Paese. Confrontate il Tannino per esempio con “Paesaggio urbano” di Mario Sironi, del 1940. L’edificio del dipinto ha esattamente tre corpi a capanna allineati e poi la ciminiera, come il Tannino, guarda caso! Non sono identici, sono simili, quanto basta a richiamare quei paesaggi urbani che negli anni trenta e quaranta caratterizzavano intere zone industriali magari di periferia conferendo un aspetto insieme moderno e magico alla zona interessata. Quegli artisti hanno sapientemente rielaborato quelle sensazioni estetiche trasmesse da architetture industriali e ne hanno fatto capolavori dell’arte italiana in bilico tra Futurismo e Metafisica, capolavori riconosciuti come tali NEL MONDO.
Abbiamo in pratica a Borgo San Lorenzo un pezzo della nostra identità culturale codificata nel XX secolo, un “Paesaggio urbano” metafisico in carne ed ossa,se mi si passa l’espressione, e non siamo in grado di riconoscere che esso deve essere tutelato come un bene storico-artistico-architettonico, come fonte di identità culturale, in conformità all’art. 9 della Costituzione?
Che cosa si vorrebbe fare esattamente del Tannino, di questa stupenda architettura industriale?
Quello che si può dire, senza tema di smentita, è semplicemente che essa debba essere in ogni caso salvaguardata senza se e senza ma.
Non dico che non si debba avere un centro di medicina sportiva a Borgo San Lorenzo, dico semplicemente che la novità positiva di questo Centro debba poter sussistere senza divenire una scure distruttiva sul tessuto urbano nobile del passato, storicizzato e nobilitato anche dall’arte di eminenti artisti, cosa che il Tannino rappresenta esemplarmente, più che degnamente! Dico che possono esistere l’una struttura e l’altra insieme.
Ma dico anche che se l’una già esiste, nelle sue forme e nel suo codice estetico architettonico-urbanistico, frutto dell’elaborazione culturale del Novecento italiano, l’altra deve ancora sorgere. L’una dunque precede ed è per questo già nobilitata, l’altra segue (o potrebbe seguire) e deve all’altra del rispetto, come lo si deve ad un anziano.
Se la nuova struttura dovrà esistere quindi, è bene che ciò avvenga senza ledere l’altra. Se ciò non dovesse essere possibile, l’articolo 9 della Costituzione deve necessariamente prevalere, anche perché della seconda -diciamocelo chiaramente- nessun concittadino ha mai sentito seriamente e realmente l’esigenza.
In questa faccenda, in pratica, penso che sia bene non ripetere certi errori che troppo spesso nel passato del nostro Paese sono stati commessi.