MUGELLO – Dunque, niente nuovo ospedale. Improvvisamente l’Azienda USL ha scoperto che si poteva mettere in sicurezza antisismica la vecchia struttura ospedaliera mugellana, spendendo molto meno (articolo qui).
Vediamo allora come è stato possibile il “miracolo” progettuale che farà risparmiare oltre 30 milioni di euro.
L’ospedale del Mugello, lo avevano riscontrato i tecnici, aveva anche rilevanti problemi di tenuta statica di alcuni solai: si sono resi così necessari dei lavori, e in fase di progettazione si è “scoperto” che sulla struttura, per l’adeguamento sismico, si poteva ricorrere alla tecnica dell’Isolamento Sismico.
In generale questa tecnica è difficilmente applicabile agli edifici esistenti, in quanto richiede la presenza di specifiche caratteristiche dell’organismo edilizio, generalmente presenti solo laddove le strutture sono state concepite espressamente per l’inserimento degli isolatori. Nei casi in cui l’isolamento sismico è attuabile permette di conseguire l’adeguamento del fabbricato con un intervento poco invasivo e sensibilmente più economico rispetto ad interventi di tipo tradizionale o di tipo avanzato. Nel caso specifico dell’Ospedale del Mugello, al livello più basso dell’edificio è presente un intero piano dedicato esclusivamente al passaggio degli impianti, privo di funzioni sanitarie, nel quale non sono presenti tramezzi e le strutture portanti (pilastri e setti) sono direttamente accessibili. Questo piano tecnico presenta caratteristiche idonee ad essere sfruttato per attuare l’intervento di isolamento sismico, senza interferire in modo significativo sullo svolgimento e sulla sicurezza delle funzioni sanitarie.
L’importo dell’intervento, 8 milioni di euro, sarebbe sensibilmente inferiore rispetto al costo delle altre ipotesi finora prese in considerazione: il miglioramento sismico con tecniche convenzionali sarebbe costato 36 milioni e mezzo di euro, il miglioramento con tecniche di tipo avanzato avrebbe avuto un costo di 26 milioni e mezzo. Per il nuovo ospedale ci sarebbero voluti tra i 60 e i 70 milioni di euro.
Ma la tecnica ora proposta avrebbe un altro grosso vantaggio. Si potrebbero fare i lavori mantenendo l’ospedale operativo, senza dover interrompere la funzione sanitaria, mentre l’esecuzione degli altri tipi di intervento, data la loro invasività ed il coinvolgimento di tutti i piani dell’edificio, comporterebbe la necessità del trasferimento delle funzioni sanitarie per tutta la durata dei lavori, con conseguente moltiplicazione dei costi e dei disagi.
Ma come funziona, in pratica l’Isolamento Sismico?
L’intervento consiste nel realizzare un taglio orizzontale, a livello del piano tecnico interrato, per tutta l’estensione dell’edificio, rendendo così disaccoppiato meccanicamente il complesso dell’ospedale dal terreno sottostante. In questo modo si creano due porzioni distinte dell’edificio: una inferiore, costituita dal vano tecnico interrato e le fondazioni, a diretto contatto con il terreno soggetta alle scosse ed alle accelerazioni del terremoto, una superiore, costituita dai piani fuori terra dell’ospedale con tutte le funzioni sanitarie, isolata dal terreno e pertanto rimane sostanzialmente immobile mentre il terremoto scuote il terreno sottostante. L’edificio dell’ospedale diventa così sostanzialmente “trasparente” nei confronti del sisma. Il collegamento fra le due parti dell’edificio, che si vengono a creare a seguito del taglio, è ottenuto introducendo appositi dispositivi che consentono alle due parti di scorrere reciprocamente in senso orizzontale; tali dispositivi sono di due tipi, denominati rispettivamente: “Isolatori Sismici” e “Slitte a Scorrimento”. Entrambi i dispositivi sono composti da cilindri, di diametro di circa mezzo metro, realizzati in gomma speciale e rinforzati da dischi di acciaio sovrapposti a formare un wafer gomma-acciaio in grado di garantire una grande resistenza e rigidezza nei confronti dei carichi verticali e al contempo, una notevole capacità di deformazione nel piano orizzontale. Gli “Isolatori Sismici” ancorano il cilindro di gomma sia alla parte sovrastante dell’edificio che alla parte sottostante, pertanto hanno la doppia funzione: sostenere i carichi verticali trasmessi dai pilastri e contrastare gli spostamenti orizzontali, comportandosi nel piano orizzontale come molle elastiche dissipative. Le “Slitte a 14 Scorrimento” ancorano il cilindro in gomma solo alla parte superiore dell’edificio (oppure a quella inferiore), scorrono per mezzo di un piano in acciaio lubrificato rispetto all’altra parte dell’edificio, mentre sostengono efficacemente i carichi verticali e non oppongono nessuna resistenza agli spostamenti orizzontali. L’accurata disposizione in pianta di Isolatori Sismici e Slitte a Scorrimento consente al progettista di regolare il comportamento dell’edificio facendo sì che, in caso di sisma, esso rimanga sostanzialmente immobile senza subire né accelerazioni (scosse) né tantomeno danneggiamenti. L’intervento di isolamento prevede inoltre di collegare fra di loro i vari blocchi dell’edificio, suturando i giunti di dilatazione presenti, poiché attualmente sono di ampiezza insufficiente per garantire gli spostamenti subiti dal complesso edilizio durante l’azione del sisma.
Resta solo una domanda: com’è possibile che fior fiore di esperti, che da dieci anni indagano sulla sicurezza antisismica dell’ospedale di Borgo San Lorenzo, non si fossero accorti di questa possibilità progettuale?
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 dicembre 2017






1 commento
La teoria scientifica è ancora molto giovane; i riscontri pratici e le sperimentazioni sul campo, praticamente inesistenti (salvo alcune applicazioni giapponesi).