FIRENZUOLA – Tutto chiuso. Non per DPCM, non per regole regionali, ma per dare un segnale. È quanto hanno deciso i commercianti e gli artigiani di Firenzuola che oggi, venerdì 16 aprile, hanno tirato giù i bandoni per l’intera giornata (articolo qui).
Una protesta che vuole sottolineare la necessità di tutte le realtà presenti nel comune dell’Alto Mugello, penalizzate da chiusure generalizzate che equiparano il negozio di vestiti firenzuolino a quello di Roma.
“Siamo chiusi perché tutti abbiamo lo stesso diritto di lavorare” recita uno dei tanti cartelloni apparsi nel centro storico di Firenzuola. E la protesta, pacifica, è arrivata anche in Municipio, con un gruppo di commercianti ed artigiani ricevuti dal sindaco Giampaolo Buti che ha ascoltato le loro richieste.
“Non abbiamo fatto questa giornata per fare polemica con l’amministrazione – spiegano gli organizzatori a colloquio con il primo cittadino – Tutta Firenzuola ha aderito, e crediamo sia un segnale. Non c’è mai stato un precedente di una situazione simile. Siamo stanchi. Sono stanchi quei commercianti e artigiani che sono il tessuto di Firenzuola, che hanno deciso negli anni di rimanere qui. La loro chiusura è un segnale: se chiudono loro chiude il paese. Noi non chiediamo grandi cose, vogliamo solo essere presi in considerazione, magari inseriendo un rappresentante del CCN a livello istituzionale. Cosicché se dobbiamo avanzare una richiesta ufficiale ci venga data una risposta altrettanto ufficiale”.
“Io sono consapevole del periodo di difficoltà – ha risposto il sindaco Buti – Il disagio è generalizzato. Noi come comune possiamo poco, perché le chiusure vengono disposte dal governo e dalle regioni. Per assurdo, noi possiamo solo inasprire le misure. Noi come amministrazione di Firenzuola cerchiamo di collaborare il più possibile, anche con il CCN attraverso vari finanziamenti che siamo andati a prendere, non ultimo quello sul decoro dei centri storici. In più ci stiamo portando avanti rispetto anche agli altri comuni del Mugello sulla questione Tari. L’Anci ha chiesto al governo che non venga chiesta a chi nei primi cinque mesi del 2021 non ha lavorato. Indipendentemente dalla scelta del governo, noi al prossimo consiglio ci diamo la possibilità d’abbattere questa tassa per venirvi incontro. Non ci sono infatti tante amministrazioni locali che possano permettersi con il bilancio che hanno l’abbattimento della Tari”.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 aprile 2021




