MUGELLO – Potrebbe presto esserci un po’ di Mugello nello spazio. Sarà infatti sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Torino (con l’incubatore I3P) l’idea progettuale del team LoveinSpace, al quale partecipa Filippo Giustini, mugellano esperto di marketing e da sempre appassionato di tutto ciò che è innovazione. Al centro del progetto, che si chiama “Breathe Safely in Space”, un filtro che grazie a lampade led potrebbe essere in grado di sostituire quelli a mercurio; materiale molto più pericoloso specie nel contesto di una navicella spaziale. L’idea, già vincitrice del premio ActInSpace Turin 2022 (e per questo sarà sviluppata), è risultata anche tra le prime cinque selezionate a Cannes nella finale internazionale dello stesso premio. Ora Giustini, di ritorno dalla Francia nel suo Mugello, spiega di cosa si tratta in questa intervista.
Come è nata l’idea del filtro? Il team è nato nell’ambito dell’iniziativa torinese. Furono creati dei gruppi che avevano 8 minuti di tempo per presentare una idea innovativa. Io ero insieme a Beatrice Cascone, Lorenzo Moretti e Kristers Nagainis (due studenti di astrofisica e una di diplomazia spaziale). Quello del filtro era stato il tema di tesi di uno di loro, pensato per essere impiegato in sanità in periodo di Covid, e abbiamo deciso di svilupparlo, immaginando un impiego in ambito spaziale.
E come è andata? A Torino abbiamo vinto, e abbiamo così avuto accesso alla finale di Cannes, che si è svolta negli stessi luoghi della mostra del cinema. Qui c’erano progetti, e giovani, da tutto il mondo. Alla fine ha vinto un team dell’Azerbaijan, ma noi siamo stati tra i primi cinque.
Qual è stato il tuo ruolo? Dovevamo presentare al meglio la nostra idea, cercare di venderla in qualche modo. E qui sono entrato in gioco io con la mia esperienza di marketing. E l’idea è piaciuta.
Il valore aggiunto del vostro gruppo? L’eterogeneità. Ne abbiamo fatto una ricchezza.
E adesso? A Torino saremo seguiti per cercare di sviluppare il tutto dando vita ad un progetto tecnico che possa partecipare ai bandi Esa (l’agenzia spaziale europea ndr) e realizzare questa nostra idea.
In bocca al lupo allora. E speriamo che davvero il progetto venga finanziato e trovi concreta applicazione.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Febbraio 2023







