MUGELLO – Pandemia lunga, cambiamenti probabili. Nelle abitudini (meno di quanto si pensi), soprattutto nelle scelte per il governo del territorio se i fondi del Recovery Plan verranno spesi come Dio comanda.
Cosa vedo per il mio Mugello?
Faentina con treni a idrogeno e collegamenti più frequenti con la città.
Diffusione del turismo ambientale: cammini storico-religiosi che collegano la cresta appenninica con il corso della Sieve. Al Cammino degli Dei vanno aggiunti la Trafila Garibaldina (da Marradi a Barberino), la Via di Dante, i percorsi medicei, e ne cito solo una parte.
Investimenti sul Lago di Bilancino perché divenga davvero Lago di Toscana.
Pista ciclabile che colleghi i comuni baciati dalla Sieve.
Recupero dei borghi storici da tempo disabitati.
Individuazione di una, massimo due grandi opere condivise da tutti i comuni mugellani. Il Museo Vangi, con annessa scuola d’arte, ha tutti i requisiti, a cominciare dalle opere di uno scultore famoso nel mondo.
Attenzione: bisogna agire in piena sinergia, non separatamente, per presentare progetti degni di approvazione.
Cinque degli oltre 200 miliardi previsti dal Ricovery Plan sono destinati per l’appunto a finanziare progetti a cavallo tra cultura, conoscenza, ambiente, proprio come quelli descritti qui sopra.
La sfida è lanciata.
Riccardo Nencini
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 febbraio 2021






1 commento
basta partire per tempo … altrimenti ci vuole la VAR come in Senato (l’era Ciampolillo è sdoganata)