
MUGELLO – Il Consorzio di Tutela e Promozione del Pane del Mugello, recente vincitore del riconoscimento come “Miglior Pane della Toscana” ai Tuscany Food Awards (articolo qui), che insieme alla Cooperativa Agricola Firenzuola CAF sarà presente il 6 maggio ad un evento internazionale a Villa Salviati organizzato dal magazine Excellent Gusto, insieme a Coldiretti ha presentato presso l’azienda vicchiese La Commenda due novità per la propria comunicazione: i cartelli che indicano i terreni dai quali proviene il grano della filiera mugellana, “per comprendere chiaramente – dice Matteo Borselli di Coldiretti – dove è coltivato questo cereale con il quale è fatto il pane del Mugello (articolo qui)”; e il nuovo sito internet del consorzio che ne raccoglie e mette insieme tutte le caratteristiche, gli obiettivi e le finalità e che tra qualche giorno sarà visibile online.

Presenti, oltre agli amministratori locali, anche il presidente del Banco Fiorentino Paolo Raffini che ha riconosciuto “la bella iniziativa a cui con la presenza e con il contributo che abbiamo dato vogliamo testimoniare il nostro apprezzamento e vicinanza”, e il manager responsabile del settore Forneria di Unicoop Firenze Marco Ponticelli che ha dichiarato: “Abbiamo intenzione di diffondere maggiormente il Pane del Mugello nei nostri negozi, coprendone con esso 40 dei 100 punti vendita toscani entro un mese e mezzo. Inoltre lavoreremo in stand appositi per raccontarlo, per fare conoscere a tutti cosa sta dietro a questo prodotto così importante”. Con Unicoop, il Pane del Mugello è stato presentato domenica 23 anche alla mostra internazionale dell’Artigianato di Firenze insieme ai nuovi shoppers, le buste per la spesa biodegradabili realizzati dall’azienda scarperiese IPT con nuovi materiali.

Don Giuliano Landini, pievano di Vicchio e presidente dell’Istituto diocesano fiorentino, ha voluto ricordare come il Mugello rappresentasse per Firenze ai tempi dei Medici il “granaio”: “Per quanto riguarda il vino c’era il Chianti, ma per il grano e altre coltivazioni l’approvvigionamento veniva dal Mugello. Con favore si guarda all’attività del Consorzio del Pane perché si valorizza un prodotto che rappresenta un alimento principale, importante per la Chiesa tale da essere usato nella Liturgia, quindi fondamentale per tutta l’umanità. E’ importante che le filiere che come questa garantiscono qualità, quindi il bene, vengano valorizzate dalle amministrazioni”.

Congratulazioni anche da parte del presidente dell’Unione dei comuni Paolo Omoboni per “l’intuizione felice del Consorzio, che rappresenta la concretizzazione di una filiera in cui si parte dagli agricoltori e si arriva al panificio che ha ottenuto il marchio di agriqualità della Regione Toscana sulla base di un disciplinare molto ferreo, che fa attenzione anche a quelli che sono gli elementi di sicurezza e di rispetto dell’ambiente. Il pane fa parte della nostra storia, non c’è casa in campagna che non ha un forno a legna o non ha una madia per conservarlo, importante da sempre per le genti mugellane la tradizione della sua benedizione. Il pane è certamente uno dei prodotti di eccellenza locali. Per le mense scolastiche nel capitolato abbiamo fatto una scelta con gli altri sindaci di inserire non un generico ‘toscano’, ma proprio quello disciplinato dal Consorzio mugellano, perché dobbiamo fare capire dalle giovani generazioni quanto sia questa importante il cibo, la qualità dei nostri prodotti, quindi la salute”.

“Vincere un premio come quello del Tuscany Food Awards non avviene per fortuna – aggiunge Matteo Borselli – ma per la professionalità di tutti quelli che hanno lavorato ad un prodotto di qualità. Nella nostra filiera alimentazione e salute vanno di pari passo, abbiamo coltivazioni che fondono i loro principi sulla rotazione, un basso impiego di presidi fitosanitari, tutte le fasi di passaggio controllate e seguite da agronomi. Gli stessi scrupoli avvengono nei mulini e nei forni mugellani del Consorzio. La sicurezza e la qualità sono aspetti basilari della nostra filiera”. “Anche nella scelta dei semi – dice l’agronomo Paola Troiano – scegliamo quelli che sono più adatti al nostro territorio, che si ammalano meno per fare il minimo dei trattamenti possibili”.

Dal punto di vista dei semi, a breve verrà piantato in Mugello la varietà Sieve, un grano “antico”, originario di queste zone, andato perso dagli anni ’70 per la scelta di altri frumenti provenienti dall’estero, modificati geneticamente per una maggiore produttività estensiva, riscoperto dal Ente Toscano Sementi. “Ci sono prove cliniche – dice Paolo Garuglieri dell’Ente – che questo grano ha diverse particolarità dal punto di vista salutistico e alimentare. La sua catena proteica corta e altri elementi che lo compongono lo rendono un alimento indicato anche per i soggetti glutine sensibili”.

“Importante ripartire dalle origini – ha aggiunto Roberto Nocentini presidente di Coldiretti – quello che si mangia fa la differenza. E’ importante sapere da dove arriva la farina. Il grano si può fare in tanti modi, in alcune nazioni lo seccano con il diserbante. Ringrazio i sindaci per la scelta che hanno fatto con le mense scolastiche, perché si deve partire dai bambini per cambiare la cultura. E oggi il consumatore sta cambiando. Sta iniziando a leggere, ad informarsi. E a credere al bisogno di un prodotto sano e genuino”.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 aprile 2017




