BARBERINO DI MUGELLO – Abbiamo atteso quarantotto ore, convinti che la notizia dell’assoluzione di Paolo Cocchi (articolo qui), esponente di spicco del Partito Democratico, del Pd mugellano e non solo mugellano, suscitasse qualche reazione nel mond
o politico locale. (E sono stati prosciolti anche altri esponenti del Pd barberinese).
Ma abbiamo scorso invano l’elenco dei tanti comunicati stampa che arrivano nella nostra posta elettronica. Silenzio, solo silenzio. Nessuna nota ufficiale da una qualche segreteria del Pd. Niente dal livello regionale, niente dal Pd di Firenze, niente dalla segreteria mugellana, niente dal Pd locale. Non ha commentato l’attuale consigliere regionale Fiammetta Capirossi, né ha scritto niente il presidente Enrico Rossi, che aveva avuto Cocchi come assessore. Ieri abbiamo registrato solo un commento di soddisfazione per l’assoluzione di Cocchi da parte di Giovanni Bettarini, ex-sindaco di Borgo San Lorenzo, attuale assessore a Firenze e amico di Paolo.
Vero è che Cocchi da anni si è allontanato dalla politica attiva. Ma è anche vero che due anni fa partecipò alle primarie del Pd per scegliere il candidato sindaco per Barberino. E soprattutto per tanti anni Cocchi è stata figura di spicco del partito di maggioranza, figura di spicco del Pci, poi del Pds-Ds e infine del Pd. Di spicco parecchio, sicuramente la figura mugellana di maggior prestigio.
Anche sulla stampa di partito, nessun commento. Occorre leggere “Il Foglio” fondato da Giuliano Ferrara, per trovare un intero paginone dedicato all’assoluzione di Cocchi e alla sua vicenda.
I commenti arrivano solo dall’esterno. Come quello di Massimo Biagioni, esponente socialista, attuale direttore regionale di Confesercenti. Che scrive:
Dunque, il Paolo Cocchi assolto. E due. E ora? Chi gli rende la vita buttata, chi lenisce il dolore psicologico e non solo? Chi restituisce la dignità a un uomo massacrato dalle battutine, dalle cattiverie dietro le spalle, dai quaqquaraqua’ che si vendicavano della propria nullità infangando una persona per gli incarichi ricoperti?
Chi rimette indietro l’orologio di anni, di esperienze da fare, di traguardi per cui competere? Chi fa ingoiare ai tanti pseudo amici e pseudo compagni le dichiarazioni, le prese di distanze, i giudizi sommari?
Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato?
Che si chiede ai giornalisti, ai magistrati, ai dirigenti delle istituzioni per riparare il malfatto e il maldetto?
Scusa?
Leggete il libro in cui Paolo riversa la memoria. Le nottate, la famiglia, la disperazione.
Ma lo chiedete scusa?
Vi basta?
Se l’avete, basta alla vostra coscienza?”
Questo silenzio di partito è strano. E ce ne chiediamo la ragione…
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 marzo 2016




