MUGELLO – Un pezzetto molto speciale della comunità di Firenzuola è stato presente a Roma, nel fine settimana del 5 e 6 aprile scorsi, in occasione della Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità: poco più di una quindicina di Ospiti della Fondazione RSA SS. Annunziata, accompagnati da altrettanti Infermieri, Operatrici Socio Sanitarie ed altre figure professionali presenti nella Struttura, hanno partecipato tutti insieme alle varie attività previste per lo svolgimento del pellegrinaggio Giubilare.
In particolare, nel pomeriggio di sabato 5 aprile hanno partecipato alla processione sulla Via della Conciliazione che li ha introdotti all’accesso alla Porta Santa di San Pietro, mentre nella mattina di domenica 6 aprile hanno partecipato alla S. Messa delle ore 10,30 in Piazza San Pietro al termine della quale hanno ricevuto, a sorpresa, la visita ed il saluto di Papa Francesco, alla sua prima uscita ufficiale dopo la recente dimissione dal Policlinico Gemelli.
Di seguito il resoconto di questa importante esperienza, sotto forma di Diario di viaggio, nelle parole del Direttore della RSA SS. Annunziata, avv. Gerarmando Randazzo il quale ha accompagnato personalmente Ospiti ed Operatori nel Pellegrinaggio Giubilare.

Sabato 5 aprile
ore 8,00 – il grande giorno è finalmente arrivato! dopo mesi impegnati nell’organizzazione del viaggio, nella prenotazione della struttura alberghiera e dei ristoranti per i pasti e nella predisposizione di tutte le cautele opportune e necessarie per garantire un sereno pellegrinaggio a tutti i nostri Ospiti, oggi si parte, in un’avventura che ha il sapore di una sfida a dir poco emozionante! Per la prima volta in assoluto, nella più che centenaria storia della nostra RSA, partecipiamo ad un Pellegrinaggio Giubilare a Roma; vivremo un evento così importante assieme a migliaia di altri ammalati ed operatori sanitari che saranno a Roma con noi, vicino al cuore del nostro amato Papa Francesco. Sono solo due giorni ma il carico di cose da portare dietro è immenso, perchè fuori dalla nostra Casa tutto ci può essere utile… Aiutare i nostri Ospiti, soprattutto quelli che non deambulano, a salire sul pullman è la prima fatica del giorno, che si ripeterà tante volte durante questo viaggio… ma leggere nei loro occhi l’attesa e la curiosità per questa esperienza, è il più bel conforto che possiamo ricevere.

Ore 14,00 – il viaggio è stato allietato da canti, barzellette, racconti, ma anche scandito da alcune preghiere in preparazione al pellegrinaggio…c’è chi ha sonnecchiato, chi ha chiacchierato tutto il tempo, chi è rimasto in silenzio, contemplando il paesaggio che scorreva dai finestrini: per alcuni è la prima volta a Roma, per altri è un ritorno, forse l’ultimo, chissà, ed è per questo che ogni tanto i loro occhi si velano di malinconia… Per ora tutto prosegue bene ed anche il meteo pare darci una mano; così, dopo una sosta all’autogrill dell’autostrada per un veloce pranzo a sacco, siamo finalmente entrati nella Città Eterna, diretti in Piazza Pia, luogo d’incontro per la partenza del Pellegrinaggio. Siamo subito impressionati dalla marea di persone che si trova lì come noi: uomini, donne, ragazzi, giovani e anziani, medici, operatori sanitari, sacerdoti, laici, tutto un universo di umanità pronta a mettersi in cammino assieme a noi… Ci sentiamo per un attimo spersi in mezzo a tutta questa folla, ma veniamo subito aiutati da alcuni dei tanti volontari vestiti di verde presenti in piazza e che ci consentono di superare la coda per iniziare il cammino che ci condurrà alla Porta Santa… Pronta per noi una grande croce in legno decorato: davanti è raffigurato Gesù glorioso a braccia aperte, dietro il simbolo del Giubileo. La porterà uno di noi, e tutto il resto del gruppo dietro, in processione, in preghiera.

Ore 16,00 – è stato deciso che ad aprire la nostra processione verso la Porta Santa sia io, quale Capogruppo… ricevo in consegna, con grande timore ed emozione, la grande Croce che non mi pare eccessivamente pesante, ma dovendo anche condurre la carrozzina di Milva, una nostra Ospite, decido di inserirne la base nella tasca posteriore dello schienale della carrozzina stessa ed assieme a lei aprire il cammino del nostro gruppo… Milva davanti a tutti, dietro la Croce e sotto un braccio della Croce si trovano la mia testa e le mie spalle… così avanziamo per Via della Conciliazione, lentamente, ogni tanto fermandoci per consentire al resto del gruppo di restare unito oppure per far transitare i passanti attraverso dei varchi presenti nel percorso… ad ogni varco controllato dai volontari, essi si inchinano al passaggio della nostra Croce: mi piace pensare che l’inchino sia rivolto alla nostra sofferenza fisica ma anche a quella spirituale che ognuno di noi porta dentro di sè…. tante persone si soffermano ad osservare il nostro gruppo, alcuni ci scattano delle foto, molti ci sorridono commossi: solo ora mi rendo conto che, in mezzo ai tantissimi pellegrini presenti oggi, solo il gruppo della nostra RSA ha deciso di compiere questo percorso con i propri Ospiti, con le loro carrozzine, con le loro disabilità… Per noi è stato naturale essere tutti qui, tutti insieme, Operatori Sanitari ed Ospiti: perchè questo è il loro Giubileo, perchè questo Giubileo conduce alla Porta Santa attraverso un Pellegrinaggio, perchè questo Pellegrinaggio è la rappresentazione della nostra quotidianità, in un tutt’uno, noi e loro, inscindibile… è un cammino lungo, lento, scandito dalle preghiere: ogni tanto mi volto indietro, ed eccoli, anche loro in cammino, i miei piccoli, grandi Eroi… di ciascuno di loro conosco i nomi, i volti, gli occhi, le voci, i bisogni, le necessità, le paure e le loro attese… di loro sono fiero come può esserlo un padre verso i propri figli, ed in effetti rifletto a come, spesso, io stesso pensi a loro e li consideri come una parte importante della mia vita, della mia famiglia…

Torno a guardare avanti ma la mente pensa al mio passato, alla mia vita, alle mie vittorie ed alle mie sconfitte, ai miei sbagli, ai miei errori ed alle mie cadute: sono tutte davanti ai miei occhi, ed inevitabilmente non posso che portarle con me, tutte inchiodate al legno di questa Croce che mi ha accompagnato, pian piano, fino alla Porta Santa… Siamo finalmente giunti nell’atrio che ci introduce dentro San Pietro: il porticato rimbomba di voci, di parole, di rumori, di suoni: pare proprio non esserci spazio per quel silenzio assoluto che, invece, ha accompagnato il nostro Papa Francesco quando, la sera del 24 dicembre scorso, anche lui in carrozzina come noi, ha aperto la Porta Santa varcandola, anche lui come noi, col suo carico di sofferenza e di speranza.

Tra poco tocca a noi: ai miei compagni di pellegrinaggio rivolgo un invito al silenzio, ad ascoltare solo il proprio cuore…. L’emozione di varcare quel passaggio, di toccare quella porta, di trovarsi all’interno del luogo simbolo della Cristianità per eccellenza è indescrivibile, non vedo il volto di Milva che sta davanti a me ma ne percepisco la commozione: e allora istintivamente le accarezzo la spalla, a cui lei risponde allungando la sua mano destra alla ricerca della mia… le nostre mani si stringono, nella condivisione di quel momento così importante e prezioso… ed in quel preciso istante capisco come non ci sia altro luogo al mondo dove vorrei essere, perchè lì vivo la Gioia più assoluta.

Ore 19,00: la visita di San Pietro ci ha lasciato letteralmente senza parole, per la sua maestosa bellezza e per la sua sorprendente capacità di accogliere migliaia di fedeli tutti insieme…. dedichiamo il giusto tempo per contemplarla e per la recita del Credo sulla Tomba di Pietro, presupposto per ottenere la prevista Indulgenza Plenaria… torniamo a riprendere il pullman, destinazione l’hotel che ci ospiterà per la cena e per il pernotto: ma se il percorso all’andata è stato semplice ed agevole, quello del ritorno, al contrario, è stato particolarmente lungo ed estenuante, soprattutto a causa di mille ostacoli e barriere architettoniche che hanno messo a dura prova non solo le articolazioni degli Operatori ma, soprattutto, le sospensioni delle carrozzine…. proviamo un senso di frustrazione percependo che alla bellissima idea di dedicare una Giornata Giubilare a tutti noi ammalati non sia corrisposta l’altrettanto “geniale” idea di rendere gran parte delle zone circostanti Piazza San Pietro adeguatamente accessibili ed adatte alle esigenze di noi disabili, ed ovviamente questo ha pesantemente affaticato le energie di tutti noi… ci concentriamo quindi sul meritato riposo, che possa essere benefico per affrontare la successiva, impegnativa giornata di domenica.

Domenica 6 Aprile
ore 8,00 – la notte è trascorsa relativamente tranquilla per tutti: la breve “vacanza romana” ha avuto influssi benefici su chi ha beatamente riposato, mentre qualcun altro ha preferito stare sveglio ripensando a tutte le cose viste e vissute nel giorno precedente… gli operatori hanno comunque dovuto vegliare e controllare che nessuno si facesse male o cadendo dal letto o dovendo andare in bagno, e anche per loro il sonno, stanotte, è stato un mero optional… in ogni caso, la colazione diventa piacevole momento di condivisione non solo del cibo preparato per noi ma, soprattutto, di tutto quello successo durante la notte e delle attese per il giorno che ci apprestiamo a vivere.

Ore 10,30 – siamo tornati in Piazza San Pietro, dopo aver opportunamente evitato ostacoli e barriere architettoniche e file chilometriche di pellegrini, e ciò grazie anche all’aiuto dei volontari della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine… il personale della Gendarmeria Vaticana ci indirizza subito nella parte riservata agli ammalati in carrozzina per la partecipazione alla S. Messa delle ore 10,30, e con nostra grande sorpresa scopriamo che saremo seduti proprio sotto l’altare, in una postazione per tutti noi assolutamente inedita e speciale che, già così, ci emoziona profondamente, perchè saremo parte attiva e partecipe di un momento fondamentale del nostro Giubileo… via via che altre persone ed operatori come noi prendono posto, recitiamo insieme la preghiera del S. Rosario, rivivendo nel nostro cuore tutti i momenti più belli di questa indimenticabile esperienza… il sole illumina tutta la Piazza, gremita di persone provenienti da tutto il mondo, segno dell’universalità della Chiesa Cattolica di cui ci sentiamo, oggi come non mai, parte integrante e necessaria

La S. Messa, presieduta da Mons. Fisichella – che non manca di ricordare la presenza, pur se assente, di Papa Francesco, “a pochi metri da noi”… – scorre tra preghiere e canti in italiano e latino, con le letture e la preghiera dei fedeli scandite nelle lingue diverse del mondo: Isaia ci dice “Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”… San Paolo, nella sua Epistola, “dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù”… ed infine, nell’odierno Vangelo “Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».”… queste parole si riflettono su quanto da me vissuto e sperimentato ieri, durante il Pellegrinaggio alla Porta Santa….risuonano nella mia mente e nel mio cuore, forti e potenti, parole come perdono, rinascita, redenzione, ripartenza… e la mia gioia di essere qui, con tutti gli Ospiti e gli Operatori della RSA che mi onoro di dirigere, si rinnova, e diventa ancora più fragorosa, all’arrivo, a sorpresa, del nostro amato Papa Francesco…anche lui sofferente, come noi….anche lui in carrozzina, come noi…anche lui qui, come noi, con noi e per noi… Le sue poche e scarne parole “Buona domenica a tutti! Grazie a tutti!” danno il là ad un fragoroso applauso da parte della piazza e ad una profonda ed immensa commozione da parte di tutti i presenti e che nessuno riesce a trattenere.

Ore 14,00 – ultima tappa del nostro viaggio, il ristorante di una famosa catena di fast – food americana che ci ospita per l’ultimo nostro pranzo romano: quando si dice che non è mai troppo tardi per vivere un’esperienza così anomala e lontana dal vissuto dei nostri Ospiti che, per una volta, si sono divertiti ed hanno molto apprezzato gli anelli di cipolla fritti, le costine barbecue, i nuggets di pollo, le chips con maionese e ketchup….Il viaggio di ritorno a casa prosegue proprio in questo clima di grande allegria, di scanzonata goliardia, tra balli, canzoni e risate ma anche il torpore post prandiale di alcuni Ospiti.

Approfitto di un momento di relativa tranquillità, e mentre il sole davanti a noi lentamente tramonta tingendo il cielo di rosso, faccio a tutti una domanda: “ditemi una parola che racchiuda l’esperienza vissuta in questi due giorni”… le parole sgorgano, spontanee, una dietro l’altra: GIOIA, per aver vissuto dei giorni indimenticabili … STUPORE, per le cose meravigliose viste … AMORE, per tutto l’aiuto e l’assistenza ricevuta dagli Operatori … EMOZIONE, per quanto il cuore abbia sempre battuto forte … BELLEZZA, perchè Roma ne rappresenta l’esempio… MALINCONIA, per la brevità del viaggio e per la consapevolezza che possa essere l’ultima visita a Roma… alla fine aggiungo anche la mia parola: GRATITUDINE: agli Ospiti, per aver dimostrato tanta pazienza verso tutto e tutti; agli Operatori qui presenti, per essere stati straordinari ed instancabili in ogni frangente si fosse presentato, ed a quelli rimasti a lavorare in Struttura, senza i quali questo viaggio non sarebbe stato possibile; al Signore, per i doni ricevuti e per tutte le grazie concesse in questo Pellegrinaggio; e alla Madonna, per averci accompagnato in questo cammino e che, come una Mamma, ci ha sempre custodito e tenuto nelle sue mani.

Gerarmando Randazzo
Direttore della RSA SS. Annunziata
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 aprile 2025

