
PALAZZUOLO SUL SENIO – Si è già scritto, in occasione della visita della commissione parlamentare sulle ecomafie, della natura privata dei terreni nei quali nel 1971 furono svarsati i rifiuti che nelle scorse settimane sono franati nel torrente Rovigo (articolo qui). Oggi, venerdì 11 Aprile, su La Nazione si legge un interessante articolo di Filippo Donati che ricostruisce la storia di questi terreni. Articolo nel quale si ricorda anzitutto la vicinanza politica delle Giunte di allora a Firenze e Palazzuolo sul Senio, entrambe democristiane, guidate da Luciano Bausi a Firenze e da Francesco Costa a Palazzuolo. Una vicinanza ideale che probabilmente favorì il soccorso del Comune dell’Alto Mugello a Firenze in piena emergenza rifiuti.
Il terreno scelto per i conferimenti, cioè quello oggi franato, faceva parte di un appezzamento di sei ettari a pascolo, tutta quella zona non era infatti boscata come si presenta oggi. Il terreno era stato venduto l’anno precedente dalla diocesi di Faenza a due fratelli: Cesare e Carlo Gallegati, oggi entrambi defunti. I loro eredi, però, oggi asseriscono che i proprietari dei terreni erano all’oscuro delle decisioni prese dal Comune. Ironia della sorte: uno dei due, Cesare, era un noto naturalista, pioniere dell’ambientalismo in Romagna, progettista del parco Bucci, il polmone verde di Faenza. E oggi la figlia Maria afferma su La Nazione: “Consacrò la sua vita alla natura, escludo categoricamente che fosse implicato nella questione”. Aggiungendo: “Nostro padre era un vivaista e un naturalista, sappiamo che in un certo momento desiderò non essere più coinvolto nelle comprevendite di terreni di cui si occupava il fratello Carlo”. Spiegano però su La Nazione che anche gli eredi di quest’ultimo negano di essere stati a conoscenza di quanto avveniva su quel pascolo. E anche che a Faenza, in arcivescovado, ammettono di non essere a conoscenza dei contorni della vicenda, promettendo però di approfondire la cosa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Aprile 2025

