
Sono anni che al dipartimento Scienze della terra dell’Università di Firenze sanno di un fenomeno preoccupante che sta interessando una vasta zona del Mugello. Un fenomeno di subsidenza, ovvero di abbassamento del terreno. Ne dà notizia, stamani, “La Nazione” raccontando quello che sta accadendo nella zona dell’Autodromo del Mugello, e con spostamenti dei terreni, con cali fino a 30 centimetri, in un’area che tocca anche gli abitati di Scarperia e di Luco di Mugello.
A Scarperia, peraltro, si parla anche di alcuni casi di abitazioni divenute pericolanti, o per le quali si è dovuto intervenire con micropali per garantirne la stabilità. Non è certo che la causa sia il fenomeno della subsidenza scoperta dall’università, ma potrebbe essere.
Che qualcosa non andava lo accertò, già diversi anni fa un gruppo di ricerca, guidato da un docente cinese Ping Lu, insieme a ricercatori italiani come Nicola Casagli, Filippo Catani e Veronica Tofani, del dipartimento Scienze della terra dell’Università di Firenze. Stavano analizzando, attraverso immagini satellitari, l’area a nord di Firenze e notarono dei “movimenti” in particolare in un’area, quella tra Luco e Scarperia. Di solito si tratta di frane, ma in quel caso non poteva essere: troppo ampia l’area e troppo diversificata la morfologia. Era invece un fenomeno di subsidenza, di abbassamento dei terreni. Per accertarlo, in pratica, si considera una serie di riferimenti (un tetto, un campanile, un cancello), e attraverso il satellite se ne rileva il “livello”. Sono i puntini delle immagini che qui pubblichiamo –immagini, messe in rete dal Ministero dell’Ambiente. I punti colorati in verde sono rimasti “fermi”, quelli gialli e ancor più quelli rossi, hanno avuto cali, che in alcuni casi hanno raggiunto anche i 2 centimetri l’anno. Poiché il fenomeno sembra essere iniziato nel 2003, si stimano in alcuni punti, cali fino a 30 centimetri. Non poco.
Le cause? La prima imputata fu l’alta velocità. Sotto l’autodromo passa la galleria Firenzuola. Ma pare non torni la correlazione temporale: negli anni 90 fu realizzata la galleria, la subsidenza inizia dal 2003. Sicuramente gli scavi dell’alta velocità provocarono l’essiccamento di una falda superficiale, utilizzata dall’autodromo. Così, all’interno del’autodromo la proprietà fece scavare, per le necessità idriche dell’impianto un altro pozzo, pescando molto in profondità, a 380 metri, nella zona della curva del Correntaio.
Quella, secondo gli studiosi, sarebbe la causa. Prelevando acqua dalla falda profonde, la pressione delle rocce sovrastanti porta agli spostamenti riscontrati.
Che fare? Intanto andrebbero continuate verifiche e studi, anche per determinare i rimedi. Si ipotizza come primo intevento quello di cessare l’emungimento da quel pozzo, e di trovare eventualmente altre e più numerose localizzazioni.
Il fatto è che l’Università, da anni, abbia informato chi doveva informare, ovvero l’ente pubblico, il comune di Scarperia, e la direzione dell’autodromo. Ma non sembra che sia stata ascoltata, e neppure molto considerata. Nel frattempo lo studio universitario è cessato, mentre l’abbassamento dei terreni potrebbe continuare…

© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 13 giugno 2015






1 commento
Il fenomeno è ben noto a chi ha seguito alcune cause contro TAV per agricoltori e privati danneggiati nell’intorno della Galleria Firenzuola proprio nei pressi dell’Autodromo. I pozzi stessi dei quali si parla furono battuti per compensare l’impatto degli scavi TAV e quindi è sembre lì che dobbiamo tornare ai danni, mai risarciti, che TAV a prodotto. Il noto, per gli addetti ai lavori, cedimento molto ampio del parcheggio dell’autodrono avvenne durante lo scavo della galleria, non certo a causa dei pozzi che sono stati battuti dopo.
Purtroppo in sede di contenzioso i numerosi privati sono stati scarsamente supportati da Enti Pubblici e di Ricerca che difficilmente si espongono per il singolo cittadino; anche danni come l’essiccamento del Carza sono stati accuratamente trascurati, nessuna meraviglia se le segnalazioni di UNIFI cadono nel vuoto