MUGELLO, FIRENZUOLA – La Procura fiorentina indaga su due società che gestiscono i centri per i migranti. Una è la cooperativa Multicons che gestisce l’accoglienza nel comune di Firenzuola. Buonismo o business?
Avanti c’è posto! Da una parte lo strazio per l’esodo biblico dei migranti dagli scenari di guerra, di totalitarismo o di vita quotidiana disagiata. Dall’altra una fiorente filiera di società e di cooperative dedite ad “offrire”, così dicono giornali e notiziari televisivi, strutture ed assistenza per accoglierli. Ed in questa vicenda epocale spesso l’uso del verbo “offrire” appare improprio. Sì perché quando si offre non sarebbe lecito ricevere alcun compenso. Neppure come semplice rimborso spese.
Il Mugello e l’accoglienza dei migranti. E chissà, fra loro, quanti e quali siano i profughi provenienti da reali situazioni di guerra in corso, o da discriminazioni etniche, politiche o religiose. Unici motivi che possono indurre a legittimare lo status di rifugiato ed accedere alla protezione ed ai sussidi istituzionali. Qualche settimana fa, e lo abbiamo riportato, il Mugello venne portato alla ribalta mediatica per la faccenda di Firenzuola. Per l’incomprensibile e umorale gestione di assegnazione dei migranti da parte della Prefettura di Firenze. Prima sì, arrivano. Poi no, nessuna richiesta. Infine sì, eccoli. Insomma puro avanspettacolo, senza copione, solo un canovaccio.
Così lo scorso giovedì 4 agosto, a seguito dei clamori suscitati per l’arrivo di 24 migranti a Firenzuola (articolo qui), Marco Cartei, il responsabile della gestione per l’accoglienza dei profughi per conto di un consorzio di cooperative, volle spiegare i contenuti del loro progetto e l’organizzazione della loro attività. Il Consorzio Multicons (MC Multicons Consorzio Multiservizi Società Consortile a responsabilità limitata) di Montelupo Fiorentino è una azienda che si occupa di logistica, traslochi, facchinaggio, giardinaggio, gestione del verde, pulizie civili e industriali, trasporto e smaltimento materiali riciclabili, sanificazione di ambienti alimentari e sanitari, derattizzazione e disinfestazione, vigilanza e portineria. Tuttavia senza trovar traccia, almeno nella sintesi della loro missione, di alcun impegno circa l’accoglienza di migranti. Ovviamente nei meandri del proprio consorzio ci sono diverse aziende, tutte riconducibili alle attività summenzionate (Tosco Side Soc. Coop, Valdelsa Logistica, Coop Sociale Terre d’Arno, Az Total Soc. Coop, Empoli servizi soc. Coop).
Eppure Multicons gestisce 18 centri di accoglienza in Toscana con circa 400 ospiti e riceve per ognuno di questi 30 euro netti al giorno. Invero, secondo alcune fonti giornalistiche (La Repubblica, n.d.a.), lo scorso anno, delle foto, drammaticamente eloquenti, documentarono le condizioni di un inqualificabile degrado in un casolare di Meleto (Castelfiorentino), dove erano stati alloggiati 36 migranti, sembra in una fase d’urgenza, prima che il consorzio avesse potuto avviare alcuni lavori di restauro dell’immobile. Ovvio chiederne la ragione: com’è possibile assegnare delle vite umane senza verificare i requisiti di chi si “offre”, si far per dire, ad accoglierli?

Ora, oggi, in generale, la Procura fiorentina ha avviato una indagine per capire se questo convulso sistema di assegnazione dei migranti abbia favoriti abusi e illegalità. Ed al centro di questa istruttoria c’è proprio il consorzio di cooperative Multicons, coloro che gestiscono l’accoglienza a Firenzuola.
Indagine non è sinonimo di sentenza, proscioglimento o colpevolezza che sia. Tuttavia, per l’ennesima volta, oltre il sincero impegno sociale l’imperativo è quello di vigilare contro il fatuo buonismo e l’affarismo che vi ruota attorno.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 agosto 2016




