
BORGO SAN LORENZO – Forse potrebbe essere un affare. Ma per il Comune o per l’acquirente? L’elenco dei beni immobili che il Comune di Borgo San Lorenzo vuol mettere in vendita eccolo qui.
Un elenco piuttosto lungo. Ma che è anche sempre lo stesso. Già, perché in dieci anni e passa il Comune non è riuscito a vendere praticamente niente o quasi. L’ultimo “pezzo” che è riuscito a piazzare è stato lo spazio-scalinata tra viale della Repubblica e via Andrea del Castagno, roba da poche migliaia di euro.

Ma l’ex-scuola di Sagginale, dalla quale si potrebbe realizzare una bella villa, con i suoi 440 mq è sempre lì, al prezzo di 250 mila euro. E lo stesso le ex-scuole di Borgo, Faltona, Polcanto. Ferme lì da anni.
In passato, quando la giunta Bettarini decise di metterle in vendita per la prima volta, forse spararono troppo alto. Nel 2009 l’ex-scuola di Polcanto fu valutata 300 mila euro, nel 2012 si era scesi a 240 mila, e ora siamo a 100 mila euro. Per Faltona il comune all’inizio voleva ricavare 412 mila euro, poi calò a 302.500 euro adesso il costo è sceso a 202 mila euro. Ancor più drastico il taglio dato al valore della ex-scuola di via don Minzoni nel capoluogo: quando la si mise nell’elenco dei beni alienabili (ma mai è stato fatto un bando di asta), era il 2009, si sparò la cifra di 2 milioni e 100 mila euro. Poi si calò a un milione e seicento mila, e nell’ultimo prospetto approvato dalla giunta Omoboni, ci si accontenterebbe di un milione di euro.
Così, se si chiede all’attuale assessore al Patrimonio Claudio Boni perché mai il Comune non riesca a vendere neppure un immobile, la risposta è pronta: “Perché se non si fanno le aste, è dura a vendere”.
In effetti, negli anni, di aste ne sono state fatte pochissime. Per le scuole solo quella di Faltona si è cercato di mettere in vendita. Con un madornale errore – della precedente amministrazione -, visto che ci si era “dimenticati” di cambiare la destinazione d’uso, ed è difficile che qualcuno compri un edificio con funzioni scolastiche e non residenziali. Faltona fu messa due volte all’asta, ma nessuno si presentò.
Adesso i problemi sono diversi, e li spiega l’assessore Boni. “Per mettere questi beni in vendita, è necessario per ciascun edificio la certificazione energetica, l’Ape, l’accatastamento, ed eventualmente il parere positivo della Sovrintendenza. Accatastare e ottenere l’Ape però costa, e quindi lo abbiamo fatto per i beni più appetibili. Tutto questo richiede tempo – per Polcanto ci sono voluti più di due anni per avere il parere della Sovrintendenza – oltre che i fondi necessari. E quando sembra tutto pronto, ecco gli imprevisti. Come per la scuola di via Don Minzoni: c’era l’Ok della Sovrintendenza, ma ecco che scopriamo un errore nella registrazione catastale. I nostri uffici si sono impegnati moltissimo, ma davvero la cosa è complicata. Ed è davvero frustrante”.
E ora? “Stiamo aspettando che tutto sia a posto per fare l’asta – risponde Boni – perché per ridurre i costi sarebbe opportuno fare un’unica asta per diversi immobili, anziché più aste. Ma non escludo comunque di procedere con i primi immobili che sono idonei alla vendita qualora la questione Don Minzoni non abbia rapida soluzione; ci sono fabbricati appetibili, per i quali abbiamo richieste, quindi potremmo fare due aste”. L’assessore è fiducioso: “Dopo un lavoro di qualche anno, siamo in dirittura d’arrivo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 aprile 2018


