BORGO SAN LORENZO – Quando morì Dario Fo, qualcuno lo definì “un genio semplice”; non so se lo fosse davvero, non lo conoscevo; ma posso dire di aver conosciuto Donatella e penso di poterla definire “una combattente semplice”. Una combattente semplice che però ha avuto il coraggio di sfidare l’evidenza della scienza e che, sempre in maniera semplice, è riuscita a sopravvivere sorridendo.
La semplicità della sua casa, del suo modo di essere, del suo modo di vestire e, ahimè, del suo modo di parlare, non ha più detto una parola da tredici anni, hanno avuto per me un grande significato: combattere sino alla fine per quel dono chiamato vita che lei ha sempre protetto, accudito, preservato e che, solo ieri, ha deciso di lasciare andare.
Tanti sono stati i medici che ha incontrato nella sua strada, ma forse, poche, sono state le mani che le sue hanno stretto. L’importante è che gli ultimi saluti le siano stati fatti da chi veramente l’amava, con piccoli gesti, con la semplicità che lei desiderava; e cosi lei è morta, in semplicità, senza urla, senza dolore, senza parole.
Marta
(Rubrica Dai Lettori – Lettere e Raccontalo con una foto)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 novembre 2016



