MUGELLO – E così un consigliere comunale di Scarperia e San Piero, esponente del Movimento Cinque Stelle, ci fa sapere, pubblicandolo su Facebook, dove abita Rodolfo Fiesoli. Fornisce l’indirizzo preciso.
Ci chiediamo se non si stia esagerando. E non si vuol certo difendere il disgustoso guru del Forteto, che ne ha fatte di cotte e di crude e che merita di stare, prima possibile, dove la giustizia italiana lo ha destinato: in una cella, per oltre dieci anni.
Ma che senso ha darci l’indirizzo di casa? Forse potrebbe essere utile a un giornalista in cerca di scoop, in modo da fargli fare l’intervista esclusiva. Ma sapere che Fiesoli sta in quella via, e a quel numero del centro di San Piero a Sieve, a cosa serve a tutti noi? Per andare a infamarlo? Per lasciargli bigliettini pieni di insulti davanti alla porta? Per fare una fiaccolata?
Tanto più che in quella casa ci sta sua moglie, ci stanno i suoi figli. Facciamo una bella manifestazione stile Ku Klux Klan? Siamo fuori strada, se pensiamo che sia bene organizzare campagne di odio collettivo, quasi a voler sottintendere (e non pochi commenti letti su Facebook vanno in questa direzione), che poiché la Cassazione ha scarcerato Fiesoli (articolo qui) in attesa della sentenza definitiva, dovremmo in qualche modo farci giustizia da soli.
Non funziona così, no. E, temiamo, si sta imboccando una strada parecchio sdrucciolevole.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 luglio 2018





