
Adesso tocca a me entrare in questa discussione sulla faccenda. Certo, il mio essere sanpierino gioca il suo ruolo. Ma non nella misura da non saper discernere fra obiettività e futili disquisizioni pretestuose. E, come sempre, parto dai dati di fatto.
La manifestazione “Ingorgo Sonoro” ha archiviata la sua quindicesima edizione. La contabilità legata alla sicurezza ed al rispetto delle regole, in tutti questi anni, credo che non superi le dita di una mano per quanto riguarda gli arresti, o fermi cautelari, che dir si voglia, così come quelle dell’altra, di mano, per incidenti, o malori, con ricoveri presso le strutture ospedaliere. Il quadro si riduce ad un naso rotto e qualche sincope per abuso di alcol. Considerando la massa delle presenze registrate, dall’inizio ad oggi, potrei derubricare tutto ciò in modesti danni collaterali, per un rischio, tutto sommato, accettabile. Niente di più, semmai molto di meno, e di diverso, rispetto ad altre circostanze, con simili dati di presenze.
Tuttavia c’è il contorno, ovvero un certo modo di vivere dei frequentatori, di una parte minoritaria di questi. Uno stile di vita noto a tutti. Dalle Istituzioni alle Forze dell’Ordine, passando per gli organizzatori ed i residenti. Due i problemi legati a questi aspetti civici. Il primo è dovuto alla mancanza di educazione che, a volte, degenera in atteggiamenti da trogloditi. Un vezzo, sembra, tutto maschile, con l’esibizione dei genitali per urinare alla bisogna, oppure mostrare le natiche per defecare, accoccolati nella penombra. Tuttavia, un fenomeno, segnalato da alcuni residenti, in diminuzione, grazie all’approntamento, da parte dell’organizzazione, di idonee postazioni per tali evacuazioni. Casi sporadici. Ma su questo tema è superfluo ricordare come certi esercizi siano in voga anche in centri urbani più famosi, e praticati pur in assenza di feste e manifestazioni. Il centro storico di Firenze insegna.
Il secondo è quello legato al consumo dell’alcol. Ed è su questo argomento che sono incentrate le maggiori critiche, verbali e scritte, da parte di coloro che non sono convinti di farne proseguire gli eventi, almeno secondo questa formula. Si è vero, all’“Ingorgo Sonoro”, si beve. Ed ovviamente succede che una parte dei frequentatori si senta attratta, oltre che dalla musica, dalla birra e da qualche “long drink”, moderatamente alcolico. Rituali analoghi a quelli di una qualunque discoteca, pub, piscina con “aperituffo”. E’ d’obbligo il far notare come in molte altre zone, dal Mugello alla Valdisieve, passando per la “piana fiorentina” fino al Chianti, ci siano tante manifestazioni simili a questa. Anzi, anche senza il pretesto della musica. Orbene, unicamente celebrate come “festa della birra”, artigianale o meno. In quei casi nessuna levata di scudi. Così come le più chic, nobili ed intellettuali, almeno nella definizione, “notti bianche” o “notti rosa”, o i “fine d’anno in piazza”, laddove la somministrazione delle birre, e di chissà altro, non sembra gravata da particolari restrizioni o divieti. Eppure, differenze non se ne notano.
Intendiamoci, piaccia o non piaccia, l’“Ingorgo Sonoro” è un evento unico, creato dal niente, e che, certo all’anima, nulla offre, ma è indubbio che sia un’iniziativa che rianima l’asfittico tessuto sociale sanpierino. Coinvolge una bella fetta della popolazione e gran parte degli esercizi pubblici. Soprattutto attrae i giovani.
Sicuramente, ma ciò rientra nella dinamica del progetto, ci sono delle cose da rivedere. Su tutte gli orari (o meglio la durata) della diffusione della musica, magari inserendo qualche interruzione, ed il maggior sfruttamento della cosiddetta “area feste”, ove potrebbe traslocare una parte degli impianti stereofonici. Logiche da prendere in considerazione e nell’esperienza maturata in questi anni e nell’intraprendenza di voler creare delle novità per le prossime edizioni.
Però assurgere la presenza delle oltre ventimila persone ad un bivacco, ad un assembramento di persone “alla ricerca dello sballo”, ad un proscenio ove cambiarsi d’abito, passando da quello conformista dei bui giorni feriali a quello trasgressivo del sabato sera, francamente è riduttivo. In ogni caso la musica ha sempre vinto sulla birra, lo dicono i numeri.
Non voglio innescare nessuna diatriba dialettica fra moralisti e liberisti, neppure nella declinazione fra bacchettoni e degenerati, non ho alcun titolo per farlo. Ma amo leggere le critiche, qualunque esse siano, per ogni argomento, qualora trovino appiglio nei dati di fatto. Invece, ecco per certe sortite, lette e sentite, per chiuderla con grazia, posso sì dire : molto rumore per nulla. Per una volta, all’anno, una. Andiamo avanti.
Gianni Frilli
Foto del fotografo Luca Vannini – www.regoon.com
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Luglio 2015



2 commenti
Bravo Gianni, bella risposta! Io mi lascio prendere dall’astio nei confronti di questi vecchi che non si rassegnano all’avanzare dell’età… mi riferisco ad El Ex Trenza 😉
VAHAHAHAHAHAHAHA mai vero che la musica vince sulla birra… nessuno ormai vai piu alle feste (qualsiasi esse siano) per la musica.. sarebbe bello, ma non è cosi.. poche cazzate e vedete le cose come sono realmente.