
MUGELLO – Prima visita elettorale in Mugello per il candidato Pd nel collegio – che comprende anche Sesto Fiorentino – Roberto Giachetti, per altro attuale vicepresidente alla Camera. Che ha incontrato amministratori locali, militanti di partito e cittadini di Borgo San Lorenzo e Vicchio.

Lo hanno accompagnato il segretario Pd metropolitano lo scarperiese Marco Recati e i sindaci borghigiano Paolo Omoboni e vicchiese Roberto Izzo. Dopo un caffè al Bar Italia, la visita a Borgo è stata nel centro storico dove ha incontrato il referente Confesercenti Franco Frandi, poi è stato da OOC e dalla parrucchiera Francesca.





A Vicchio ha conosciuto la realtà fatta di cultura, di dialogo e integrazione di Indaco: “Al candidato abbiamo augurato che pensi davvero alle persone – dice Tiziana Lorini – a quello che sono i giovani, il lavoro, il problema dell’immigrazione e quello della disabilità”. Dopo un passaggio in piazza Giotto, l’appuntamento è stato a tavola, immancabile, con i tortelli mugellani a Montelleri.

La presentazione nelle liste locali di Giachetti, romano residente a Roma, può essere letta come un deja-vu: quello dell’abitudine di candidare, in un collegio ancora considerato super-blindato, figure esterne, per garantire loro l’elezione.

Sempre accaduto così in Mugello, a cominciare dalla meteora Di Pietro. Giachetti cerca di scrollarsi di dosso questa ombra: “L’importante è credere e impegnarsi nelle cose che si fanno. Poi qualche volta diventa affidabile un candidato che non è nato nel territorio che però si impegna a curare gli interessi di questo in Parlamento. E’ la promessa che sicuramente mi sento fare a tutti i cittadini del collegio. Rispetto alla serietà e all’impegno, credo che a parlare ci sia la storia politica di ognuno”.

E, oltre l’ombra, fugge anche il paracadute: “Quello – dice – l’ho abbandonato già dalla scelta iniziale di aver rinunciato alla sicurezza di un plurinominale. Avevo indicato Roma, dove vivo. Per ragioni politiche legate all’accordo con i Radicali di Emma Bonino, mi hanno messo qui, un collegio sicuramente migliore. Ma devi comunque stare a contatto con le persone. Solo un pazzo può pensare di ‘fare magari un viaggio alle Hawaii’ perché sulla carta, sulla base dei sondaggi, ha dei voti acquisiti. Io sono abituato, quando vado da qualche parte, ad ottenere la fiducia anche di chi, prima, l’aveva data a qualcun altro. Non ho il paracadute. E il mio impegno, lo verificherete nei prossimi giorni, sarà costante. Oggi sono a Borgo San Lorenzo e ho parlato dei problemi del commercio, degli artigiani e del centro storico. La mia non sarà una campagna elettorale contro un avversario di sinistra. Io sono in campo per cercare di fermare i nuovi populismi e i nuovi fascismi che sono dentro il M5s e la coalizione di centro destra”.

Anche Giorgio Gera, memoria storica del Pd di Borgo San Lorenzo non si scandalizza per il candidato arrivato da Roma. Gli abbiamo chiesto come la base accolga questa candidatura. “Con tranquillità e simpatia – dice Gera – perché Roberto, oltre ad essere un uomo che sa che cosa sia la politica seria, vera e alta, è una persona simpatica. Lui per altro era già venuto in Mugello per la campagna referendaria per il ‘Sì’, gli iscritti lo conoscono già”. Quali saranno i temi che passerete al candidato Giachetti? “I problemi principali in Italia sono lavoro e istruzione – commenta Gera – e rendere la Pubblica amministrazione più efficiente, per il tessuto di piccola e piccolissima industria e di attività artigianale e lavorativa che esiste in Mugello”.

Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 febbraio 2018

