VICCHIO – Quella per il Comune di Vicchio, sarà una corsa a tre. Oltre al sindaco uscente, Filippo Carlà Campa, che da tempo ha annunciato la propria candidatura (clicca qui), e che probabilmente opterà per una civica dopo essere stato sconfessato dal “suo” Pd, e a Francesco Tagliaferri, candidato Pd, Officina e Cinque Stelle (articolo qui), nei giorni scorsi è aggiunto un terzo nome. Si tratta di Simone Della Torre, outsider della politica che si presenta con la civica “Noi per Vicchio”. Lo abbiamo intervistato, ponendo domande anche in merito alla sua collocazione politica ed ai rapporti con i partiti, specie con quelli di centrodestra. Ecco cosa ci ha risposto:
Cosa l’ha spinta a candidarsi? Ha delle esperienze precedenti? Ci parli un po’ di lei
“Ho deciso di candidarmi prima di tutto perché oggi non sono contento della realtà di Vicchio. Non mi rappresenta in alcun modo. Per tali ragioni, insieme ad un gruppo di amiche
ed amici, con i quali condivido pensieri e propositi, ho accettato di affrontare la sfida delle comunali 2024, così da dedicare il tempo che merita ed esprimere la nostra passione per questo paese.
Fino ad oggi troppe volte la politica ed i partiti hanno deciso il nostro futuro. Non avendo io,
come i miei amici, mai avuto impegni politici di nessun tipo, abbiamo deciso di fondare un movimento libero, aperto e solidale come “Noi per Vicchio”, per dare nuovo impulso e speranza di rinnovamento alla nostra comunità.
Sono Simone Della Torre ho 36 anni e da circa 17 anni lavoro in proprio, prima con attività di famiglia nel settore termoidraulico e successivamente con l’apertura del bar pasticceria “Smile” a Vicchio, della quale tutt’oggi sono titolare. Sono appassionato di tennis, sport che ho praticato fin da bambino, anche se da qualche tempo ho tralasciato per impegni lavorativi.
Qual è il punto forte del suo programma?
“Il programma si sta sviluppando su vari aspetti, ma è ancora presto per divulgarlo nella sua completezza. Posso tuttavia anticipare che un punto fermo del programma sarà la sicurezza del paese, in particolare dei cittadini e delle famiglie, che non meritano di assistere agli atti di vandalismo e alle scene di degrado, di alcune zone, negli ultimi anni. Altro punto fondamentale deve essere la trasparenza tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza: l’onestá nei confronti del cittadino porta sempre a fiducia e a risultati positivi e noi punteremo ad essere sempre sinceri, senza nasconderci dietro un ruolo.
Anche se si presenta con una civica, gli elettori hanno diritto a conoscere la sua collocazione politica. Qual è la sua area di riferimento?
“Ho attraversato varie fasi della mia vita e non mi sono mai riconosciuto in un partito, votando sia per il centrosinistra che per il centrodestra, in base al mio sentire del momento. Alle elezioni nazionali talvolta non ho neanche votato per quanta era forte la mia indecisione. Sono stato sempre più attratto dalle vicende locali. Credo che il voto sia una scelta seria, da prendere con consapevolezza, visto che chi ci ha dato questa possibilità lo ha fatto spesso anche sacrificando la propria esistenza”.
Con Carlà Campa che si ricandida, e Tagliaferri candidato di Pd, Officina e Cinque Stelle, rimaneva scoperto l’elettorato di centro destra. Lei si sente di rappresentarlo con la sua candidatura? O comunque di rappresentare, senza simboli, alcune delle sue istanze?
“Io non rappresento dei partiti, rappresento un programma e delle idee, frutto dei cittadini che si sono stancati di essere succubi di tante decisioni sbagliate e che ora vogliono contare di più . So bene che ci sono altri candidati che rispondono a delle esigenze partitiche, io invece preferisco di no”.
A questo proposito, in questi giorni concitati è stato contattato dai partiti di centrodestra? O lei ha contattato loro?
“Non ho contattato nessun partito né di sinistra né di destra . Siamo “Noi per Vicchio”. Siamo un gruppo. Ascoltiamo tutti, ma si parla di programmi, non di chi governa la Regione o il Paese. Ci concentriamo a discutere della nostra realtà quotidiana. È ora di dire basta ad inutili discorsi”.
Come giudica il loro operato a Vicchio?
“Credo siano stati il motivo principale della mia decisione a candidarmi: evitare le solite diatribe fra segreterie di partito che trascurano i temi più urgenti per Vicchio. Alcune candidature sono figlie di ideologie politiche fallimentari. Noi crediamo che ci sia un’altra scelta libera, forte, giovane per tutta la nostra popolazione, dove ciò che si giudichi non sia questa o quella bandiera o quel leader nazionale ma i progetti per cambiare finalmente il nostro paese. Bisogna smettere di perdere tempo. Siamo stanchi di essere spettatori, vogliamo essere protagonisti del nostro futuro”.
Pare che quella per Vicchio sarà una corsa a tre: lei, Carlà Campa e Tagliaferri. E che anche Carlà correrà con una civica. Cosa la differenzia da lui, dato che in molti lo accusano di aver cercato voti anche nel centrodestra alle scorse amministrative?
“Sono fiero e pronto ad affrontare questa sfida che mi si pone davanti portando allo stesso tempo, il massimo rispetto per gli altri candidati. Mi pongo di fronte a questa nuova esperienza partendo da zero, come vero e proprio novizio del sistema, ma con la consapevolezza di avere le idee giuste per fare breccia sui miei concittadini. La differenza sta nel non dover confermare un qualcosa già avviato ma di sentirmi pronto ad essere posto sotto esame dalla cittadinanza e mettere tutto me stesso a disposizione di chiunque chieda aiuto”.
Ci dica la cosa migliore e la peggiore fatta dall’amministrazione Carlà in questi anni.
“Non sono certamente una persona che tende a giudicare, soprattutto le persone, ma da comune cittadino, e da commerciante quale sono, ho riscontrato due opere pubbliche molto diverse, nella forma e nel risultato, poste praticamente molto vicine l’una all’altra. Da un lato c’è piazza della Vittoria, dove sono state riqualificate le logge, con un lavoro molto ben eseguito che ha ridato lustro e bellezza ad una zona rimasta per troppo tempo trascurata: ciò ha garantito anche più sicurezza nelle ore notturne, senza il rischio di inciampare o di rimanere al buio. Dall’altro pero’ devo dissentire sulla nuova distribuzione dei parcheggi della
piazza e la strana, incomprensibile, concezione della nuova pista ciclabile, che hanno creato
tanti punti discordanti e dissenso da parte di molti”.
Perché i vicchiesi dovrebbero votarla? Faccia un appello
“I Vicchiesi dovrebbero votarmi perché siamo al momento la voce più originale in circolazione. Gli unici capaci di proporre qualcosa di veramente nuovo ed efficace. Metteteci alla prova”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Aprile 2024







1 commento
Una cosa è certa dove esistono delle ideologie incancrenite molte volte non ci sono speranze per sviluppo benessere e regole….forza e raggio