MUGELLO – Giovanni Piattoli, con questo articolo, scritto di recente, inizia la propria collaborazione con il “Filo”. Porterà i nostri lettori appassionati di escursionismo alla scoperta del Mugello naturalistico e paesaggistico più bello.

Passo Sambuca-Archetta, e ritorno passando dal Cigno
Ci sono delle giornate che giudicate dalle nostre modeste altitudini (parlo di quei 280 metri sul livello del mare), provocano quasi insofferenza.
Ma come? – ci chiediamo – Era quasi Primavera ieri, e tirava una brezzolina calda…ecco che oggi è di nuovo un freddo birbone e sulla Colla di sicuro sarà neve!”. Infatti.
Una piccola coltre di neve si è adagiata sul nostro vicino Passo Appenninico, e quella persona che si fosse appena lamentata del cambio repentino del tempo, avrebbe forse cambiato idea se avesse visto la meraviglia del paesaggio innevato che mi si è presentato davanti agli occhi il 12 Marzo e che adesso mi accingo a raccontarvi.
Parcheggiata la macchina alla Croce del Passo della Sambuca e tenuta a fatica la Gioia che, come me, impazzisce alla vista di un paesaggio innevato, prendo di buona lena il sentiero CAI 701 (vedi la mappa) che mi porta, dopo un breve strappo, al Passo dei Ronchi di Berna. La neve presente anche se non in quantità, ovatta i passi e amplifica i silenzi. Le ultime macchine che si odono passare in lontananza sono solo piccoli fruscii, che presto svaniscono con il giusto sollievo.

Dopo pochi passi, la mia vista è catturata da un fiore violetto, che spuntando dalla neve, affascina gli occhi e pure il palato. È infatti in fioritura lo Zafferano Primaverile (Crocus Vernus), che pure non avendo i blasoni gastronomici dello Zafferano coltivato (ha un solo pistillo arancione e non i tre rossi di quello coltivato) ha un gusto delicato e soave, sempre che riusciate a non farvi prendere dallo sconforto durante la sua preparazione.

Una volta preso il sentiero 505 fino al bivio verso la Colla, andiamo dritti per il 531 verso il Monte Archetta (1094m). Da lassù dovrebbe apparirmi tutto il crinale appenninico e la neve sicuramente delineerà meglio i declivi e le curve leggere delle nostre montagne. La camminata è facile e sicura e il sentiero ben segnato. Il panorama comincia a farsi interessante e l’Archetta si svela con un panorama a 360 gradi!
Con un po’ di voglia, si può andare sulla cima; ci vogliono pochi minuti e il panorama ripaga di sicuro. (Anche la Gioia, come vedete, è d’accordo).
Arrivati al Bivacco dei Prati Piani, dove è possibile farsi anche il caffè, avendo cura di lasciare sempre pulito e in ordine, prendiamo il sentiero 581 dirigendosi verso “Il Cigno”. Sarebbe bello sapere come venivano scelti i nomi che si davano a questi piccoli agglomerati di case, che sono state abitate fino a 70 anni fa. Di sicuro chi le ha costruite le ha fatte con maestria, visto che archi a secco e altezze vertiginose raggiunte senza l’impiego di malta, sono tutt’ora in piedi e ve le mostrerò nei miei prossimi itinerari! Sotto comunque potete veder il panorama che si vede dal Cigno, dove pochi mattoni rimasti, testimoniano la grandezza e il sacrificio di uomini e donne d’altri tempi. Sapevano ben scegliere i loro panorami!
È tempo di tornare alla macchina e alla vita “di valle”. E a più modesti panorami, se me lo consentite.
Ah…dimenticavo. Come si prepara lo zafferano? Innanzitutto, ne servirà un bel po’. Meglio che raccogliate il fiore ancora chiuso, che andrà pazientemente privato dei petali. Il pistillo, che è quello che dovrete delicatamente staccare, è signorilmente circondato da tre stami, pieni di polline, che andranno staccati con grazia. I pistilli andranno messi su un vassoio, appoggiati su carta da forno e messi ad asciugare a 50 gradi per 7-8 ore. Abbiate cura di lasciare il forno leggermente socchiuso per far uscire l’umidità. (L’autoventilato non va bene, perché farebbe volare via i pistilli!) Buon appetito e…alla prossima!
Giovanni Piattoli
Amante della montagna e Mugellano DOC (Panicagliese per l’appunto)
Gioia
Border Collie con la passione della fotografia (Nel senso che ci entra sempre dentro)


