VICCHIO – I suoi amici e compagni di squadra ieri sera, sulla pista di pattinaggio a Vicchio, gli hanno fatto una sorpresa e lo hanno festeggiato, per salutare il ritorno di Claudio Casini, giovanissimo vicecampione europeo di pattinaggio.
“Il Filo” ha fatto alcune domande a Claudio.
Ci racconti com’è nata la passione per questo sport?
Era mia sorella a pattinare. Avevo 5-6 anni, e ho deciso di seguirla in pista, tanto per provare, perché mi incuriosiva questo particolare modo di muoversi, con i pattini sotto i piedi, con le rotelle che ti consentivano di andare veloce. Ti dà quasi la sensazione di volare! Le gare agonistiche comunque ho iniziato nel 2014. Negli ultimi anni sono salito più volte sul podio ai campionati italiani di categoria, e quest’anno per la prima volta ho intrapreso questa nuova specialità, con Angelica Bertoldi, con la quale ho trovato subito una bella intesa, ed è così arrivata la convocazione per gli europei dopo il secondo posto ai campionati italiani di Roana.
Meglio il calcio o il pattinaggio?
Sicuramente il pattinaggio. Anche perché il calcio non è uno sport che fa per me…
Meglio la ginnastica artistica o il pattinaggio?
Ovviamente il pattinaggio, anche perché la ginnastica artistica non l’ho mai provata. Credo comunque sia uno sport bello da vedere, e si tratta sempre di uno sport artistico.
Per vincere l’argento agli europei quanto ti sei allenato? E’ stato un sacrificio duro?
La prima settimana è stata dura. Durante l’anno andavo a Bologna una volta la settimana per allenarmi in coppia con Angelica. Quindi si trattava di conciliare la cosa con gli impegni scolastici. Finito l’esame di terza media, per preparare al meglio i campionati italiani e per intensificare la preparazione che durante l’anno non avevamo potuto fare al meglio perché un allenamento settimanale di coppia è sicuramente poco per migliorare l’intesa, sono stato a Bologna a settimane intere. Anche perché a Vicchio purtroppo non era possibile allenarsi in quanto per la coppia la pista che abbiamo è troppo piccola e quindi inadatta, e inoltre in quella fase non c’erano spazi sufficienti per allenarsi al meglio essendoci in contemporanea altre competizioni dei miei compagni. Per preparare la competizione europea ci siamo allenati mediamente sei ore al giorno, tutti i giorni.
A volte si pensa a questo sport come una disciplina più da ragazze che da ragazzi. Ti ha mai pesato questo? Ti hanno mai preso in giro? E se sì come hai risposto?
Beh, magari a volte è capitato, ma l’importante è seguire quello che senti dentro, la propria passione. Comunque ci sono molti ragazzi che fanno questo sport.
Cosa hai pensato quando sei salito sul secondo gradino del podio europeo? Te lo aspettavi?
Sinceramente non ce l’aspettavamo, anche perché eravamo all’esordio e l’emozione era fortissima. Ma era il nostro sogno e lo abbiamo realizzato.
Che ti hanno detto i tuoi compagni di allenamento di questo grande risultato?
Mi hanno organizzato una sorpresa in pista, facendomi venire con una scusa, e me li sono trovati tutti davanti. E’ stata davvero un’emozione che mi ha fatto molto piacere. Così come è stata davvero bella l’esperienza dei campionati europei a Friburgo, dove mi sono anche divertito molto. Stare insieme con gli altri atleti della Nazionale italiana, condividere con loro quasi una settimana di gioie ed emozioni, in pista e fuori pista, fare gruppo e nuove amicizie è stata davvero una esperienza unica.
E l’esperienza bolognese, passando da Vicchio a una realtà completamente diversa come la società della tua partner, la Polisportiva Persicetana, che è una delle società sportive di pattinaggio più importanti a livello nazionale, com’è stata?
Fin da subito mi hanno accolto benissimo, dandomi fiducia e aiutandomi a inserirmi bene. E’ un bellissimo gruppo, ed è grazie a loro che sia le tante ore che il lavoro duro non ci sono pesati più di tanto. Ringrazio in particolare l’allenatore Daniele Ragazzi -che davvero si è fatto in quattro per noi, e si è dedicato tantissimo-, ad Annalisa Marelli e Stefano Tarlazzi, che ci hanno dato consigli davvero preziosi e la coreografa Barbara Melluzza che ha impostato dei bei programmi di gara tirandoci fuori il meglio, nonostante fossimo una coppia appena formata. E non posso non ringraziare la mia allenatrice di sempre.
Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe tanto poter vincere un Europeo, e partecipare a un campionato mondiale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 agosto 2016





