La felicità non si acquista a peso come un chilo di pesche, tuttavia qualcosa si può fare per andarle incontro, anche a Natale. Non dico che in questi giorni lo stato d’animo dovrebbe essere predisposto al bene, e però l’atmosfera di festa, i colori, il pranzo di famiglia, i regali, sì, anche i regali aiutano la felicità ad aprirsi un pertugio.
Ascoltami bene. Cerca la bellezza ovunque si trovi. La bellezza ha il pregio di riunire due sentimenti: lo stupore e la compassione. Hai un nodo alla gola di faccia a un dipinto, sprofondando nelle pagine di un libro, di fronte a un paesaggio, oppure un film o se ti imbatti in una persona che ti apre il cuore.
La compassione deriva dalla fragilità. La bellezza è fragile. Fragile in sé perché può spegnersi. Fragile perché muove sentimenti quali la malinconia, l’amore. Resta il fatto che bellezza e felicità spesso camminano lungo la stessa strada. Non mi credi? Bene. Ecco le istruzioni per l’uso, la cassetta degli attrezzi da cui pescare il coniglio. Cose vecchie, cose nuove, senza differenza. Rovescerai la testa in un urlo di felicità.
Un bel romanzo: Colibrì di Veronesi. Poesie: Canti orfici di Campana. Del secondo, prima di immergerti nelle liriche, leggi la vita avventurosa, uno schiocco di dita.
Cinema: Il verdetto, con una straordinaria Emma Thompson nelle vesti di giudice. Aggiungi almeno l’ultimo quarto d’ora di Bohemian Rapsody. Formidabile, emozionante.
E poi Bach e i quattro cd – l’opera omnia- di Lucio Dalla, da poco in vendita. Dirai, tutto volto al trapassato remoto. Già, come no. Ascolta. Pezzi immortali, altro che moda.
Un bacio alle persone che ami e di’ loro che le ami. Non è un segno di debolezza, è la cosa giusta. Dopo, si apre un mondo.
Sul panettone non oso dare suggerimenti. Io ho le mie preferenze quanto ad artigiani pasticceri e non le metto in piazza. Litigheremmo all’istante.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 dicembre 2019


