Banca del Mugello, è l’ora della fusione. Dopo una prima trattativa, con il Credito Cooperativo dell’Area pratese, che poi ha scelto di fondersi con Chianti Banca, l’istituto mugellano, rapidamente, ha stretto un accordo con la banca di credito cooperativo di Impruneta-Banco Fiorentino e Banca di Credito Cooperativo di Signa. E ieri i tre consigli d’amministrazione hanno dato il via libera alla fusione, che dovrà essere ratificata dalle assemblee dei soci.
Nascerà un soggetto da circa 1,2 miliardi di euro di raccolta, 1 miliardo di impieghi, molto patrimonializzato (100 i milioni di euro di patrimonio libero), con oltre 250 dipendenti e 29 sportelli (11 Bcc Mugello, 9 rispettivamente Bcc Signa e Bcc Impruneta-Banco Fiorentino). Da Firenzuola fino alla Piana Fiorentina; dal Chianti alle nobili colline di Firenze, fino a Scandicci e allo stesso capoluogo regionale; dall’area delle Signe all’Empolese, fino al comprensorio pisano del cuoio.

Il presidente della Banca del Mugello Paolo Raffini è appena uscito dalla sede della Banca d’Italia e rilascia al “Filo” le sue prime dichiarazioni: “E’ un’operazione di rafforzamento della nostra banca, che si fonde con altre due banche limitrofe al nostro territorio con le quali abbiamo condiviso i valori del Credito Cooperativo, che sono quelle del localismo e della forte presenza territoriale, oltre a fare una banca patrimonializzata e con una buona redditività. Nasce una banca sana. E voglio rassicurare tutti i soci, i clienti e i collaboratori che questa operazione non cambierà assolutamente il modo di approcciarsi e di fare banca che è nello stile e nelle abitudini della Banca del Mugello. Questa è un’operazione che si inserisce in un percorso di crescita e di consolidamento, in una struttura dimensionalmente più pronta ed efficace ad affrontare sfide del mercato”.
Raffini non anticipa quegli che saranno i futuri assetti della nuova banca e parla di “piena rappresentanza e pari dignità dei tre istituti, con un assetto di governance forte e rappresentativa”.
Voci di corridoio ipotizzano comunque, visto che la Banca del Mugello è, tra le tre, la realtà più consistente e solida, che sia la presidenza -con Raffini- che la direzione generale -con Davide Menetti- dovrebbero essere espressione del Mugello.
Raffini non conferma né smentisce, e allora gli chiediamo le ragioni della rottura con il Credito Cooperativo dell’area pratese, con il quale la Banca del Mugello aveva avviato contatti e trattative: “Non c’è stata alcuna rottura. Diciamo che non si sono manifestate quelle condizioni, quel feeling che invece si è creato subito con Signa e Impruneta. E ringrazio i colleghi presidenti per aver trovato subito l’intesa per questo grande progetto strategico”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 ottobre 2015






